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San Donato, ci siamo! Passo importante per la costruzione del nuovo impianto

La strada sembra ormai tracciata da tempo. Il Milan è intenzionato a costruire la sua nuova casa a San Donato, alle porte della metropoli di Milano. Nonostante le insistenti proposte del sindaco Sala, i due club della città sono ben intenzionati a separarsi e costruire il loro nuovo stadio in maniera indipendente, con l’Inter che si sposterebbe a Rozzano. Seppur non sia stato ancora poggiato il primo mattone sul terreno ove il Milan intende operare, i rossoneri hanno già investito diversi milioni di euro.

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La proposta del sindaco di Milano, Beppe Sala, non sembra aver convinto tifosi e società. Ristrutturare San Siro, per un’inverosimile cifra di 300 milioni di euro, pare essere una strada che Milan ed Inter non vogliono percorre. Il club di Via Aldo Rossi, difatti, potrebbe aver sciolto nella giornata di ieri un nodo molto importante per la costruzione del nuovo impianto. Come riporta Carlo Pellegatti sul suo canale YouTube, la proprietà rossonera ha effettuato ieri il rogito per l’acquisizione del terreno dove dovrebbe sorgere il nuovissimo e multifunzionale stadio di San Donato.

Attraverso la società SportCityLife, il Milan ha effettivamente acquisito la proprietà dell’area chiamata San Francesco. Operazione svolta dopo l’approvazione del CDA rossonero, che ha dato il via libera per il proseguo dell’iter da seguire. Il costo dell’affare risulta essere di 40 milioni di euro. Adesso è ufficiale, il Milan possiede il terreno dove costruire il suo stadio.

Non scompaiono totalmente, però, alcuni ostacoli. Ieri mattina i residenti di San Donato, hanno avanzato la richiesta di un referendum consultivo.“Volete voi, cittadine e cittadini di San Donato Milanese, che sul territorio comunale di San Donato Milanese si realizzi un intervento a carattere sportivo e commerciale che includa l’insediamento di un nuovo stadio di calcio?“.

Finora i cittadini hanno raccolto 120 firme, mentre per indire il referendum ne servirebbero altre mille. Una richiesta che comunque non ostacola eventuali scelte diverse da parte del Comune. Sarà il Collegio dei Garanti a scegliere se il quesito avanzato è ammissibile o meno.

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