Oggi Rafael Leao presenterà il suo libro “Smile“, dove si racconta in dettaglio toccando vari aspetti della sua vita, compreso il suo passaggio al Milan nel 2019. Emergono nuovi dettagli, tra cui un capitolo dedicato interamente al club rossonero, con riflessioni sul suo rapporto complicato con l’allora tecnico Marco Giampaolo.
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“Nella mia carriera al Milan ho avuto due allenatori, o forse solo uno. Tra me e mister Giampaolo non c’era praticamente alcun tipo di rapporto, non ci parlavamo. Ero da poco a Milano e per un calciatore come me, a diciannove anni, ambientarsi era la prima sfida da affrontare. Inizialmente cercavo nello spogliatoio un lessico famigliare, così mi ha aiutato un po’ con la lingua André Silva, l’unico portoghese che c’era in squadra. Ma dopo un mese è stato ceduto quindi ho iniziato a legare con altri nuovi calciatori come Ismael Bennacer, acquistato tre giorni dopo di me e che ancora oggi chiamo fratello”.
“Fin da subito avevo degli obiettivi, ma non è stato facile. Il mister non aveva capito come inserirmi in campo e con lui avevo un rapporto freddo: saluti formali ad allenamento e nient’altro, la difficoltà a comunicare che si aggiungeva a quelle della squadra in campo. Giocavamo male, io poco, e dopo qualche partita il mister è stato esonerato – ha detto Leao criticando apertamente l’ex allenatore rossonero -. Solo sette giornate ed è cambiato tutto di nuovo”.
Leao sull’arrivo di Pioli
Sull’arrivo di Pioli il portoghese ha poi detto: “Nuovo allenatore, nuovi metodi: dovevo provare a trovare spazio e un modo di comunicare con mister Pioli. All’inizio con Pioli non eravamo in sintonia, ricordo una sua conferenza stampa che mi aveva infastidito, in cui aveva detto cose che secondo me non doveva dire, di cui doveva discutere prima davanti alla squadra”.
“C’è voluto tempo prima che capissimo come relazionarci, lui intanto ha avuto la bravura di trovare il miglior modo per far giocare me e la squad. Mi ha messo nelle condizioni di poter fare la differenza e così ci siamo avvicinati. Il segreto è stato trovare un modo chiaro e diretto di parlarci. È normale che ci siano delle discussioni all’interno di uno spogliatoio, ci sono ovunque. E come nella vita, come nelle famiglie, non parlarsi è spesso la peggior scelta che tu possa decidere di fare. Parlando si chiarisce sempre tutto, a volte non va come volevi, certo, ma meglio una verità che può farti male che una bugia”.
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