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Inchiesta Milan, la FIGC interviene sulla vendita del club

L’inchiesta sul passaggio di proprietà dal fondo Elliott a RedBird nell’agosto 2022 passa allo step successivo con la Procura di Milano che ha visionato gli atti e il procuratore federale Chinè che ha ricevuto il decreto di perquisizione, che gli ha permesso di perquisire Casa Milan lo scorso martedì e l’abitazione dell’amministratore delegato Giorgio Furlani.

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Quello che più interessa, adesso, è l’entrata in scena della Figc nell’inchiesta e, nel caso venisse verificata l’ipotesi della Procura, si configurerebbe la violazione dell’art. 32 comma 5 del Codice di Giustizia Sportiva sugli obblighi di comunicazione, direttamente collegato all’art. 20 bis delle Noif che regola le Acquisizioni e cessioni di partecipazioni societarie in ambito professionistico.

Come sappiamo, il male minore sarebbe una semplice ammenda, mentre in un’ipotesi più complesso potrebbe paventarsi una penalizzazione di punti in classifica..

In questo momento, i PM di Milano vogliono vederci chiaro sulla cessione del Milan, avvenuta come detto nell’agosto ’22.

Secondo quanto riportato dalla gazzetta, Elliott avrebbe prestato 560 milioni di euro a RedBird da restituire in tre anni, ovvero entro l’autunno 2025. RedBird, dopo il closing, ha deciso di nominare Giorgio Furlani e Stefano Cocirio come amministratore delegato e direttore finanziario del club, due uomini con un passato nel fondo Elliott.

RedBird, intanto, ha tenuto a sottolineare che controlla e possiede il Milan, a differenza delle ultime voci che erano circolate.

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