Mai come quest’anno l’operato degli arbitri sta facendo discutere così tanto. Le accuse rivolte alla classe arbitrale sono quelle di un utilizzo sbagliato del VAR, ma anche della gestione dei cartellini. Su quest’ultima ci si dovrebbe soffermare perché ci sono alcuni aspetti che fanno riflettere. C’è infatti un giocatore del Milan che sta avendo un rapporto strano coi cartellini: Theo Hernandez. Il 19 rossonero, in 28 partite giocate tra Serie A e Coppa Italia, ha ricevuto 11 cartellini gialli, uno ogni 228 minuti. Il dato curioso, però, lo troviamo in ambito europeo e internazionale. Il terzino francese, infatti, tra Champions League, Europa League e tutte le partite giocate quest’anno in Nazionale, ha all’attivo 0 cartellini.
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Alla luce di questi numeri che coinvolgono Theo Hernandez, è chiaro che manchi un criterio di oggettività sull’utilizzo dei cartellini. Nello scorso match contro l’Hellas Verona il francese è stato ammonito dal direttore di gara Mariani per un’esultanza che il giocatore stesso fa dal 2020. L’arbitro ha infatti interpretato il gesto di Theo come una provocazione nei confronti del pubblico o della panchina del Verona. Il Giudice Sportivo, infatti, ha dichiarato che il comportamento del terzino del Milan è stato ‘non regolamentare in campo’. Eppure non sempre gli arbitri hanno sventolato cartellini in presenza di scene simili: basti pensare per esempio all’esultanza di Calhanoglu verso la Curva Sud nel primo derby contro i rossoneri. In quell’occasione non ci fu né un giallo, né tantomeno un richiamo verbale.
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