In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, è andato in scena un programma di incontri tra i calciatori rossoneri ed oltre 350 studenti e studentesse dei centri di formazione professionale di Afol metropolitana. Il dialogo ha riguardato le tematiche valoriali per la diffusione di una cultura di tolleranza e inclusività. Presenti all’evento, che ha avuto luogo all’Auditorium Enzo Tortora, Fikayo Tomori e Tommaso Pobega.
Queste le parole del difensore rossonero durante l’incontro;

Sul tema razzismo
“Sappiamo tutti che c’è un problema di razzismo. Io dico che sono contento che si tenti di eliminare questo problema. In Inghilterra ci sono tante iniziative. Mi fa piacere parlarne perché il razzismo c’è nel calcio e fuori dal calcio. Oggi possiamo parlarne, dando un po’ di consigli su come eliminarlo”.
Sull’utilizzo dei social riguardo a questo problema
“I social fanno la differenza. Tutti hanno un telefono e possono scrivere ciò che vogliono. Noi siamo sotto ai riflettori e dopo una partita spesso la gente dimentica che siamo umani anche noi. Quando sentiamo una cosa ci fa male. I social sono buoni ma possono essere anche una cosa che va contro l’essere umano”.
Sugli insulti rivolti a Maignan durante Udinese-Milan
“Ero infortunato per quella partita. Ero alla tv e non ho capito subito cosa è successo, ma mi ha fatto piacere che tutta la squadra era assieme a Mike, anche la società, i social… Quelle cose lì sono un momento che però fa tutta la differenza del mondo. Dopo quello che è successo a me fa ancora più piacere far parte di questo Club”.
Il razzismo è mai stato un blocco per te?
“Per me no. Certamente ho visto qualcosa sui miei social, ma per me non lo è mai stato. Però io so bene che esiste e che c’è un problema. Mi fa inca**are”.
Sul periodo che attende il Milan
“Siamo pronti“.
Le dichiarazioni di Tommaso Pobega;

Sull’importanza di indossare la maglia del Milan
“Abbiamo la fortuna e l’onore di vestire una maglia gloriosa che ha fatto la storia del calcio. L’hanno indossata prima gli uomini, poi i calciatori. Indossandola, dobbiamo dare l’esempio. Abbiamo la fortuna di avere questa visibilità quindi dobbiamo mandare messaggi positivi ai più piccoli per aiutarli nella loro crescita”.
Sul tema razzismo
“La scuola può essere d’aiuto per eliminare queste barriere”.
Sugli insulti rivolti a Maignan durante Udinese-Milan
“Mi sono sentito orgoglioso di far parte di un gruppo che sostiene il compagno sotto ogni punto di vista. I social sono un megafono e quando possono essere utilizzati per trasmettere cose positive è giusto aiutarsi nel diffonderle il più possibile”.
Sull’incontro odierno con i ragazzi
“Ricordo quando vivevo in convitto e il Milan ha sempre organizzato incontri con i calciatori e ogni volta che se ne organizzava una lo usavo per prendere qualche arricchimento per me”.
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