Gli ultimi giorni di questa pausa nazionali sono stati travolti dalle notizie sulla vicenda Acerbi-Juan Jesus. Nella giornata di martedì, è anche arrivata la decisione del Giudice Sportivo. La sentenza ha deciso di assolvere Acerbi, causa la mancanza di prove necessarie per la sanzione, nonostante le dichiarazioni del difensore brasiliano.
Molti personaggi dello sport si sono espressi durante questi giorni sul tema del razzismo che, come dimostrato dalle lacrime di Vinicius qualche giorno fa in conferenza stampa, rimane una macchina nera di questo sport. Anche Junios Messias, ai microfoni di Sky Sport, ha voluto dire la sua sull’argomento in questione: “È una cosa che vedo che sta capitando spesso. È capitato in Serie A e in Spagna, e secondo me è un po’ esagerato, perché a volte la gente colpisce senza sapere quel che sente l’altro“.
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“Noi siamo esseri umani, siamo calciatori ma abbiamo una vita normale come le altre persone. Abbiamo un cuore. Quindi prima di fare un insulto razzista, e intendo di ogni tipo, la gente deve pensarci. Il razzismo può anche portare alla morte“ conclude l’ex attaccante del Milan. Quella di Messias è l’ennesima condanna al fenomeno del razzismo. Ciò che è avvenuto in campo tra Acerbi e Juan Jesus è solo l’ultimo episodio di un problema che da anni è insito nel nostro campionato.
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