Le lacrime di quel bambino sono le lacrime di tutti noi. Impossibile cancellarle, perché quelle lacrime sono la massima espressione dell’amore e della passione. Quando verrete additati per l’eccesso di trasporto e importanza che date al calcio, mostrate quelle immagini. Non lo è mai stato, né potrà mai esserlo, solo un gioco. Lacrime che hanno avuto il sapore della disillusione e del disincanto, ultimo baluardo di quello che chiunque sperava e desiderava. Una spiaggia perduta da raggiungere per evitare l’ammaraggio, un’ancora e una scialuppa di salvataggio dopo le mareggiate di una stagione tempestosa.
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Ora è tutto finito. Impossibile aggrapparsi a qualcosa. Le onde sono troppo alte. C’è solo un modo per sfuggire alla morsa del mare. Aspettare, resistere e ricominciare. La storia è fatta così. Ci sono cicli che iniziano e altri che finiscono. Quello di Pioli e del Milan fa inevitabilmente parte del secondo gruppo. Sono stati cinque anni, in un modo o nell’altro, indimenticabili. La rabbia ora monta e acceca, mischiandosi alla delusione. La memoria, però, deve essere più forte e lunga. Quello che è stato fatto in questi 56 mesi di guida tecnica non può essere cancellato, è incontrovertibile.
Naturalmente, la testa è portata a guardare al recente passato, fagocitando tutto quello che c’è stato prima. Siamo esseri umani e il cuore, spesso, ragiona più forte della testa, entrando in maniera dirompente nella lotta tra istinto e giudizio. I risultati dell’ultimo anno, inevitabilmente, facilitano questa operazione. Dal 2-5 casalingo contro il Sassuolo ai quattro gol subiti a Monza, passando dai sei derby consecutivi persi, un record negativo. Le idee che, mese dopo mese, hanno iniziato a scarseggiare, così come la voglia di “mangiare” l’avversario, portando a un atteggiamento passivo che ha compromesso tante partite nei primi 20′. Una costante inquietante, rivelatasi tale anche nella doppia sfida con la Roma e ieri sera.
Tutti elementi che avevano caratterizzato il Milan dello Scudetto, mai domo e arrembante. Sono passati solo due anni, ma sembra un’eternità. Quel 22 maggio è un ricordo indelebile, la più grande festa mai vista a Milano. Un fiume di un milione di cuori rossoneri che si sono uniti in un abbraccio eterno. Ieri è toccato fare festa a loro, domani deve toccare a noi. In Italia, in Europa e nel mondo. In testa, quelle lacrime sincere e pure, il più grande gesto d’amore, anche se amaro.
Foto: acmilan.com
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