Al termine della sua ultima partita sulla panchina rossonera, Stefano Pioli si è espresso così in conferenza stampa post Milan-Salernitana. Queste le sue dichiarazioni:
“Ringrazio il mio staff che ha fatto un gran lavoro. Sembro più equilibrato al di fuori di quelli che sono in realtà”
Cosa ti rende orgoglioso? “Due cose. Il rapporto costruito coi miei calciatori in questi 5 anni. Alla squadra ho detto che questo è stato un momento speciale perché, quando c’erano le critiche, mi hanno allungato le mani e ne siamo venuti fuori. Poi le emozioni che mi hanno fatto vivere i tifosi a San Siro. Quando cominciai ad allenare 25 anni fa, non pensavo di vivere certe emozioni neanche nei sogni migliori”
Cosa ti porti dietro questa esperienza? “Il Milan è il top, un club prestigioso. Mi sono confrontato con personalità eccellenti e mi porterò via tutto. Da questa esperienza esco più completo”
Che tipo di club cerca? “Non c’è un identikit, mi auguro di trovare delle situazioni in cui con persone e presidenti sento di fare qualcosa di speciale, che non significa solo vincere, ma vuol dire emozionarsi, migliorare i giocatori e ottenere risultati importanti”
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Un commento breve su questi 5 anni: “Sono arrivato che ero Pioli out, poi Pioli is on fire, poi Pioli qualcos’altro… Col cuore pieno di gioia sono uscito da qui. Oggi non smetterò, ma se dovesse essere così posso dire di aver raggiunto ciò che sognavo. Mi sento però ancora pronto per fare qualcosa di speciale”
Sul ciclo: “È arrivato il giusto momento per salutarsi. Potevamo fare meglio in Europa, in campionato siamo secondi”
Daresti un consiglio al tuo successore? “No, perché quando andrò ad allenare una nuova squadra non ho mai chiamato l’allenatore precedente”
Un consiglio invece alla società? “Non lo do, sono cose su cui non posso più incidere. Il Milan è tornato a essere ambizioso. Il club saprà fare le cose per tornare a vincere”
Sulle tante critiche ricevute negli ultimi mesi: “Questo ambiente è così, sia in positivo che in negativo. Fa tutto parte del gioco, più vai in alto, più ci sono pressioni e aspettative. Esco sicuramente più strutturato da questa esperienza”
Una “piolata” che più ti è piaciuta? “Mi ricordo una partita a Bergamo contro l’Atalanta. A livello tattico e di strategia è stata una partita bellissima per come noi intendiamo il calcio. Poi abbiamo sempre cercato di dare delle soluzioni ai giocatori”
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