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Fullkrug e i tedeschi rossoneri: una non tradizione vincente

Fullkrug

Un tedesco a Milanello. Non è l’inizio di una barzelletta. Non è nemmeno un’affermazione che, storicamente, ha avuto successo dalle parti di Carnago. Semplicemente, il Milan e la Germania non hanno mai avuto rapporti particolarmente stretti. Il binomio non è comune. Nel corso del tempo hanno vestito la maglia rossonera olandesi, brasiliani, francesi e rappresentanti di tanti altri paesi europei e non. Eppure, la Mannschaft non ha quasi mai portato i suoi talenti in provincia di Varese. In 125 anni di storia, infatti, i calciatori tedeschi ad aver sposato il Diavolo sono stati appena otto. Un numero che potrebbe salire a nove. Niclas Fullkrug segnerà l’inizio di una nuova era?

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Chi sono i parenti rossoneri di Niclas Fullkrug? Tre di loro appartengono alla storia primitiva del Milan, quando il calcio era ancora in via di sviluppo. Molto probabilmente non li avete mai sentiti nominare, eppure hanno avuto un ruolo fondamentale nella conquista dei primi titoli del club. Stiamo parlando di Hans Mayer Heuberger, vincitore del campionato nel 1906, Johann Ferdinand Mädler, che vinse quello del 1907 e quindi Max Laich. Quest’ultimo disputò appena due gare ufficiali con il Diavolo, oltre a tre derby amichevoli. In uno di questi, un grave infortunio alla testa lo costrinse a ritirarsi, obbligandolo a sposare la carriera da arbitro.

Avvicinandosi con gli anni troviamo Karl-Heinz Schnellinger, soprannominato Volkswagen perché garantiva quantità e qualità, esattamente come le utilitarie della casa tedesca. Il terzino sinistro, presente nella partita del secolo Italia-Germania 4-3 dei mondiali del 1970 e autore del momentaneo 1-1. Con il Milan vinse tutto. Tre campionati, una Coppa dei Campioni, una Coppa Italia, due Coppe delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.

Dopo di lui, Christian Zeige, arrivato a Milano nel 1997 dopo essere stato soffiato alla Juventus. Due stagioni non indimenticabili ma condite dallo Scudetto del 1999. Esattamente quello che accadde a Jens Lehmann, destinato a una carriera di altissimo livello dopo aver lasciato San Siro. Arriva nel 1998, gioca appena sei partite ma vince il campionato, sempre quello della miracolosa trasferta di Perugia.

In campo, c’era anche il prossimo tedesco rossonero, probabilmente il più iconico: Oliver Bierhoff. Arrivato da Udine dopo tre ottime stagioni da 57 reti totali, in rossonero colleziona 91 presenze rendendole eterne con 36 timbri, molti dei quali di testa. Talmente tanti, che i tifosi del Milan gli dedicarono una canzone: E la vita la vita, e la vita l’è bela, l’è bela, basta avere l’ombrèla, l’ombrèla, che ti para la testa.…Segna Bierhoff di testa!

Anche lui fece parte della rosa che vinse lo Scudetto del 1999, da assoluto protagonista. Infine, Malick Thiaw, dal 2022 in rossonero e destinato a scrivere pagine importanti.

Insomma, su 8 giocatori tedeschi, sei hanno vinto almeno un trofeo con il Diavolo. Che sia di buon auspicio per Niclas Fullkrug, l’uomo del destino? Inoltre, proprio come Bierhoff, arriverebbe alla soglia dei 30 anni. Coincidenze…

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