Gli anni ’90 del 1800 hanno rivoluzionato lo sport, cambiandone i connotati per sempre e modellando quello che oggi è il filo conduttore del pianeta, capace di unire popoli e paesi a prescindere da tutto e tutti. Pierre De Coubertin nel 1894 aveva 31 anni. Un uomo visionario e sognatore che, non sapendosi spiegare la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana decise che il motivo fosse legato alla poca preparazione fisica dei ragazzi e degli uomini mandati al fronte. Fu per questo motivo, ma anche per rendere più popolare lo sport, che propose di rilanciare le Olimpiadi durante un congresso presso l’università della Sorbona, a Parigi. Un’invenzione la cui paternità si deve agli antichi greci e a cui il barone parigino ridiede vigore.
Tra qualche ora sarà proprio la capitale transalpina a ospitare l’edizione numero 33, cento anni dopo l’ultima volta che ne ospitò una, la seconda dell’era moderna. I Giochi Olimpici chiuderanno un’estate lunga e sportivamente memorabile.
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L’11 agosto al torcia si spegnerà, lasciando il dolce ricordo di due settimane di emozioni e ricordi indelebili. Dopo una settimana, fortunatamente, ripartirà il campionato di Serie A. Soprattutto, il Diavolo tornerà a vestire rossonero, animando le giornate, le ore e i minuti dei tanti tifosi sparsi nel mondo. Difficile spiegarlo a chi non ne è coinvolto. L’amore per il Milan va oltre ogni cosa. Anche nelle difficoltà, soprattutto nello scetticismo. E quella che si appresta a iniziare ha tutti i crismi per poter essere una di quelle stagioni che si affossano da sole prima di iniziare. Critiche contro la società, verso l’allenatore e i giocatori. Nulla, però, è ancora stato fatto, tantomeno deciso. Non serve remare contro, perché poi l’effetto è quello che ci si autoinduce allontanando la squadra da sé stessi.
Il Milan non parte davanti a tutte, tutt’altro. Inter e Juventus sono più forti. Il Napoli ha Conte in panchina. La Roma sta crescendo con investimenti giovani e talentuosi. Il Diavolo, invece, sta costruendo tassello dopo tassello un bel gruppo, migliorandolo dove serve. Arrivato Morata, arriveranno almeno un difensore e un centrocampista. Chissà, magari anche una seconda prima punta, un fantasista e un terzino. I nomi li sapete già, inutile elencarli per l’ennesima volta.
Insomma, c’è da essere fiduciosi. Io lo sono. Il clima sembra sereno e disteso. Alcuni giocatori presi un anno fa sono cresciuti e continueranno a farlo. Mi vengono in mente Chukwueze e Okafor, potenzialmente due nuovi acquisti, specialmente l’esterno nigeriano. Tifare Milan è un onore. La fiamma non si deve spegnere, specialmente quest’anno.
Prima di chiudere, però, torniamo sull’argomento d’apertura, le Olimpiadi. Non ha molto a che vedere con il Diavolo e con il calcio in generale, disciplina olimpica sì, ma meno blasonata di altre. Europei e Mondiali hanno più fascino nel mondo del pallone. Tuttavia, è giusto ricordare che nella storia, solo un rossonero è stato in grado di vincere la medaglia d’oro. Una comparsa a San Siro, più che altro. Fabrizio Coloccini, per la serie “nomi che non ti aspetti”.
In attesa dei giochi, speriamo che Fonseca si trasformi nel barone parigino che nel 1894 ebbe l’idea più rivoluzionaria di sempre. In questo caso, il tecnico portoghese, dovrebbe fare altrettanto, riportando il Milan ai suoi albori, in Italia e in Europa.
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