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Lazio-Milan finisce in pareggio, ma almeno si è vista la mano di Fonseca

Milan - Trofeo Berlusconi

Non un inizio scoppiettante per il Milan che non riesce ancora a trovare la via della vittoria dopo le prime tre giornate e ora sarà necessario riflettere, durante la pausa, per capire cosa non sta andando. Del momento di crisi rossonero ha parlato il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, che ha analizzato e commentato i problemi del Diavolo.

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Queste le parole di Zazzaroni sul Corriere dello Sport:

“Si è vista la mano di Fonseca, questo è fuor di dubbio: la rinuncia per una settantina di minuti a Leao e Theo in una partita nient’aff atto scontata ha ridotto sensibilmente le distanze tecniche e fisiche tra le squadre, al punto che la Lazio ha giocato meglio, con più coraggio e lucidità, e avrebbe meritato di vincere. Il calcio sa essere bastardo, purtroppo, e il gol di Leao subito dopo l’ingresso in campo ha sublimato l’errore esiziale, se si considerano il momento e la classifica; errore condiviso – immagino – con la società.

Quella che nasceva come battuta si sta trasformando in un sospetto: pur se con i necessari distinguo, la genesi e la prima fase della gestione Fonseca ricordano tanto quelle di Rudi Garcia a Napoli, proprio un anno fa. Entrambi seconde o terze scelte del club, entrambi con una gran voglia di incidere in fretta – naturale, essendo dei professionisti di livello -, entrambi con il supporto (e alcune riserve) di un management fin troppo muscolare. Le analogie? Prima cosa, l’azzeramento delle gerarchie; seconda, il tentativo di mandare dei segnali forti e chiari alle prime firme – da Kvara e Osi allora a Leao e Theo oggi. Il risultato è stato un Milan assai lontano dalle proprie aspirazioni (il bel gioco): le cose semplici sono le migliori, per le rivoluzioni c’è sempre tempo.

La Lazio, dicevo, ha fatto alcune cose buone e altre ottime. Il punto è uno solo: qual è il suo obiettivo stagionale? È necessario capirlo, o saperlo, perché è da qui che parte tutto. Ci sono almeno cinque squadre realisticamente inavvicinabili: Inter, Napoli, Juve, Milan e Atalanta.”

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