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Le due facce del Diavolo, analisi tattica Lazio-Milan

Fonseca

Dopo aver conquistato un punto nelle prime due gare di campionato, il Milan sabato sera allo Stadio Olimpico era chiamato al riscatto contro la Lazio. Il risultato stampatosi sul 2-2 e la prestazione fornita dalla squadra certificano nuovamente tutte le difficoltà dei rossoneri. É un Milan a due facce quello visto a Roma, divise dalla sottile linea dei 15 minuti di intervallo.

Procedendo con ordine e scindendo in due la partita del Diavolo, ci si accorge come i piani tattici adottati dalla squadra in campo siano stati completamente diversi l’uno dall’altro.

Durante la prima frazione di gioco, la squadra di Fonseca ha tenuto un baricentro molto più basso rispetto alle partite contro Parma e Torino. Mossa tattica che si è rivelata corretta come ha testimoniato il parziale al 45′ di 0-1. Oltre ad avere una linea difensiva più bloccata, il Milan ha tenuto anche una buona distanza tra i reparti. Il piano gara impostato dall’allenatore portoghese inoltre prevedeva una rapida riconquista del pallone per mantenere il possesso e costruire un fraseggio che portasse poi alla costruzione di azioni offensive.

L’impostazione era la classica 3+2, con Emerson bloccato sulla linea dei centrali per formare una linea a 3 e Terracciano alto in parallelo a Loftus-Cheek. Fofana e Reijnders costituivano la linea mediana a 2, che in fase di costruzione era disposta in verticale per non appiattirsi troppo a ridosso dei difensori. In attacco è stato fondamentale il continuo movimento con perpetuo scambio di posizioni adoperato da Okafor e Pulisic, capaci di eludere le marcature dei difensori biancocelesti riuscendo a portare numerose azioni potenzialmente pericolose.

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Nel secondo tempo il canovaccio tattico cambia. Il Milan dopo un discreto primo tempo nel quale aveva mostrato delle migliorie tattiche, cade negli stessi errori. La Lazio ribalta il risultato con due gol uguali tra loro e uguali agli altri 4 subiti nelle precedenti due gare dal Diavolo. L’errore principale è il tempo sbagliato del pressing in uscita. Entrambi i gol biancocelesti nascono sulla fascia destra. Sul primo gol in primis è Chukwueze ad uscire in ritardo sul terzino portatore di palla. Questo fa scalare in ritardo il pressing del trequartista sul mediano e del terzino sull’ala. Difatti con una triangolazione elementare, gli uomini di Baroni hanno trovato la via del gol sfruttando proprio gli spazi lasciati liberi dal pressing tardivo di Emerson. Il terzino brasiliano inoltre non è mai stato coadiuvato dall’ala nigeriana in eventuali raddoppi o coperture, trovandosi sempre in difficoltà nell’1 vs 1.

Il secondo gol nasce da una situazione analoga al primo, con l’aggiunta di una scarsa marcatura di Pavlovic su Dia.

Fonseca, salvo sorprese, dovrà perfezionare ciò che di buono si è visto nel primo tempo.

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