Il percorso in Champions League del Milan è iniziato decisamente in salita. Le sconfitte contro Liverpool e Bayer Leverkusen lasciano i rossoneri sul fondo della classifica con 0 punti. Ma non tutto è oro ciò che luccica come non tutti quelli che sono per strada si sono smarriti direbbe Tolkien. La squadra di Fonseca ha vissuto una vita intera nelle settimane in mezzo ai due impegni europei, e le prestazioni del Diavolo ne sono la prova provata.
La sconfitta interna ai danni dei Reds è avvenuta nel periodo più difficile sotto la gestione Fonseca. Nonostante il vantaggio siglato nei primi minuti da Pulisic, i rossoneri si sono sciolti come neve al sole precipitando vertiginosamente nel disordine e nelle paure che hanno contraddistinto poi tutto il prosieguo della partita. Una prestazione trasparente, a tratti preoccupante, tutto ciò a ridosso del derby.
La stracittadina milanese sembrava il triste capolinea di un viaggio iniziato tra i mugugni e finito in disperazione. Un finale già scritto. Invece si è rivelata il punto di inizio di un nuovo capitolo, continuato dalla grande vittoria contro il Lecce.

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Arriva poi il Leverkusen, banco di prova per il Milan che deve dare continuità di risultati, ma soprattutto di tenuta mentale. Il primo tempo contro i tedeschi non lascia ben presagire. I rossoneri fanno fatica a difendere e ad attaccare, serve una scintilla. Quest’ultima arriva con il vantaggio del Bayer firmato Boniface. Da quel momento il Diavolo gioca un’altra partita, ricca di occasioni ed azioni offensive, ma soprattutto con la personalità giusta, venuta a mancare nei primi 45′.
Nonostante la sconfitta però, il Milan esce dalla Bayarena a testa alta. Il percorso è nettamente in salita, con la squadra che si ritrova a rincorrere le avversarie in lotta per la qualificazione agli ottavi, ma con la consapevolezza di esser sulla strada giusta.
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