Il giorno seguente Fiorentina-Milan non può che far sorgere numerosi interrogativi riguardo la situazione in casa rossonera. La sconfitta del Franchi non si limita ad essere solo un duro passo falso in termini di classifica, ma si presenta come un vero e proprio banco di prova nel quale la squadra di Fonseca ha fallito sotto gli aspetti del carattere e di atteggiamento, rispolverando i fantasmi di inizio stagione e del caso cooling break. L’effetto derby, proseguito poi con la vittoria contro il Lecce ed il buon secondo tempo di Leverkusen, sembra essere svanito in quel di Firenze.
Una prestazione disordinata e confusa. L’attacco a due punte si è rivelato deleterio e inconsistente, con Morata e Abraham autori di prestazioni opache. L’inglese tra l’altro è stato protagonista di un siparietto con Pulisic nel momento del secondo rigore rossonero. L’americano, rigorista designato della squadra come dichiarerà poi Fonseca nel post partita, si fa strappare dalle mani il pallone dall’ex Roma che batterà e sbaglierà il possibile 1-1 del Diavolo.

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Impossibile poi non citare il protagonista in negativo della serata Theo Hernandez. Il terzino nella serata del giorno del suo ventisettesimo compleanno è parso fin da subito disattento. Prima con chiusure difensive blande e indecise, poi con il fallo da rigore ai danni di Dodò sintomo di poca lucidità. Per completare l’opera si aggiunge anche il tiro dagli 11 metri sbagliato dal francese e il cartellino rosso preso per proteste dopo il triplice fischio di Pairetto. Tutto ciò con la fascia da capitano del Milan al braccio.
Tra errori tecnici, tattici, gravi disattenzioni e scarsa lucidità mentale, Paulo Fonseca ha a disposizione la sosta per rimettersi sui binari corretti. L’obiettivo è recuperare psicologicamente la squadra e imporre i propri comandi per evitare “casi” e situazioni spiacevoli che possano nuocere all’ambiente e al gruppo.
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