Il derby a Milano non finisce mai. L’ultima stracittadina ha sorriso al Milan grazie ad un gol di Gabbia al minuto ’89, che è valso i tre punti per i rossoneri. Una vittoria tanto attesa per il Diavolo, che non batteva i cugini dal 3 settembre del 2022. Erano sei in totale sfide senza riuscire a vincere per il Milan, per il quale il derby era diventato un incubo negli ultimi due anni. A distanza di settimane quasi tre settimane dalla gara, è tornato a parlarne il Presidente del Senato Ignazio La Russa, noto tifoso interista. Queste le sue parole, riportate dal portale FC Inter 1908.
Intervenuto durante la presentazione del libro “Inter seconda stella” del giornalista Fabrizio Biasin, La Russa ha mandato una frecciatina al Milan, vincitore dell’ultimo derby. “Finalmente hanno vinto un derby! Qual è la differenza tra i derby vinti da noi in fila e l’ultimo vinto da loro? Che dopo aver vinto il derby non stanno più vincendo. Ma per vincere contro di noi, devono trovare un’Inter scarica e loro devono scaricare tutto quello che hanno. Adesso vediamo quello che succederà“.

Il Presidente del Senato è intervenuto anche sulla questione riguardante le Curve dei club milanesi: “Io faccio il tifoso. La politica del calcio l’ho sempre voluta seguire il meno possibile. Sto leggendo da spettatore quello che succede. Io credo che il 95% dei ragazzi che vanno in curva hanno una passione senza la quale sarebbe meno bello andare allo stadio. Chi invece va allo stadio per fare affari o compiere reati non solo deve essere punito, ma dev esser totale il nostro impegno per bonificare“.
“Hanno fatto bene quando hanno fatto togliere polizia e carabinieri dallo stadio e affidare il tutto agli steward perché all’interno dello stadio è servito, c’è stata meno tensione, ma è stato anche un segnale sbagliato, è stato giusto dal punto di vista pratico. Ma sbagliato come segnale perché ha quasi indicato che lo stadio fosse una sorta di extraterritorialità. Che allo stadio non valesse la regola che se uno compie un reato ci sono la polizia e i carabinieri che lo impediscono. Non credo che ci sia bisogno di rimettere dentro polizia e carabinieri, ma c’è bisogno di far capire che lo stadio non è una zona extraterritoriale. Se si parte da questo sono convinto che ce la facciamo”.
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