Dovevano essere i gol a trascinare il Milan verso una stagione da protagonista. E invece, proprio il reparto offensivo si è trasformato nel principale limite della squadra rossonera, frenandone ambizioni e continuità di risultati.
Sin dalle prime giornate, qualche segnale era emerso chiaramente. Nonostante le prestazioni brillanti di Christian Pulisic e Rafael Leão, la rosa mostrava una carenza evidente di centravanti puri, capaci di garantire un bottino stabile in doppia cifra. Una lacuna che, almeno inizialmente, era stata mascherata proprio dall’ottimo rendimento degli esterni offensivi.
Per tutto il girone d’andata, infatti, i gol del numero 10 e dell’11 avevano retto l’impianto offensivo del Milan. Ma con l’inizio del nuovo anno, il calo fisico e realizzativo dei due protagonisti ha fatto emergere con forza i limiti strutturali della squadra. I gol sono diminuiti, le occasioni si sono fatte più rare e il Milan è entrato in una fase di evidente difficoltà sotto porta.
Una crisi che oggi rischia di avere conseguenze pesanti: il quarto posto, e con esso la qualificazione alla prossima UEFA Champions League, non è più al sicuro.
A certificare il momento complicato sono anche i numeri, riportati da QSVS. A livello collettivo, il Milan occupa soltanto il 13° posto in Serie A per numero di tiri complessivi (846), un dato sorprendente per una squadra con ambizioni di vertice. Meglio, ma non abbastanza, il rendimento sugli expected goals, dove i rossoneri si piazzano comunque al 7° posto.
Ancora più significativo il dato relativo agli attaccanti: ben 722 giorni complessivi di digiuno per cinque punte della rosa, un numero che fotografa con precisione la sterilità offensiva della squadra.
Anche i dati individuali raccontano una stagione complicata. Leão è sì il giocatore del Milan con più tiri tentati, ma a livello generale in campionato si ferma al 19° posto. Ancora più indicativo è il dato sulla conversione: il portoghese è solo quinto in rosa per tiri trasformati in gol — dietro a Pavlovic, Rabiot, Pulisic e De Winter — e addirittura ottavo per percentuale di conclusioni nello specchio trasformate in reti.
Numeri che spiegano più di tante parole il perché delle difficoltà offensive del Milan. E che pongono interrogativi inevitabili in vista del futuro: servirà un intervento deciso sul mercato per restituire ai rossoneri un attacco all’altezza delle ambizioni.
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