Con il Torino Noah Okafor si rivelò l’eroe a sorpresa del match. Entrò a pochi minuti dalla fine e riuscì a realizzare la rete del definitivo 2-2. Questo gol gli valse la titolarità nelle due sfide successive contro Parma e Lazio, dove lo svizzero non brillò particolarmente e dove il Milan portò a casa solamente un punto. Dopodiché il classe 2000 è finito un po’ nel dimenticatoio, collezionando solo piccoli spezzoni di match nelle partite successive. Del resto il Milan aveva trovato un discreto equilibrio con il doppio centravanti, e Fonseca non aveva voluto congelare le gerarchie.
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Tuttavia, dopo la sconfitta di Firenze gli equilibri sono nuovamente cambiati e per Okafor si presenta una nuova importante occasione da non sprecare. Con la probabile panchina per Rafael Leao, sarà proprio lo svizzero a dover rimpiazzare il numero 10 rossonero. Grazie alle sue ottime qualità tecniche, combinate ad una buona velocità e ad un sottovalutato fiuto del gol, il numero 17 può ricoprire con efficacia sia il ruolo di esterno sinistro, quindi di vice-Leao, sia il ruolo di secondo centravanti che svaria alle spalle di Morata. È lecito aspettarsi che contro l’Udinese il terzetto di trequartisti composto da Noah, Pulisic e Chukwueze possa scambiarsi di posizione con frequenza, in modo da non dare grossi riferimenti ai friulani.

Ad oggi Okafor si è rivelato un’eccellente arma tattica a partita in corso. Nella sua esperienza al Milan ha totalizzato sette gol e tre assist in 1200 minuti circa, un ottimo bottino. Però sei di queste sette reti sono arrivate da subentrato. Lo svizzero dal primo minuto ha faticato di più ad avere un impatto positivo sulle partite. Domani dunque sarà una prova molto importante per dimostrare a Fonseca che si può fare affidamento su di lui anche come titolare.
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