EDITORIALE PRIMA PAGINA

Memen Tomori (ovvero come restare al centro del Milan)

Tomori

Stavo pensando a Memento mori, una frase tipicamente latina, e poi stavo pensando a Fikayo Tomori, capite bene.

Cioè, a volte è importante fare gli errori e avere la libertà di sbagliare, è proprio fondamentale secondo me sbagliare. Ma il fatto è che Tomori viene da un periodo dove gli errori sono stati tanti e frequenti. Allo stesso tempo, però, il fattore è che periodi simili sono già passati di fronte ai nostri occhi, e forse ce ne ricordiamo troppo poco e forse l’abbiamo fin troppo presente adesso.

Ricordo che Tomori è sempre stato centrale nel Milan dal suo arrivo. Ma anche che quando arrivò nell’inverno del 2021 (la Serie A del Covid) sembrava non poter sbagliare una gara ma che, poi, arrivarono due o tre gare macchiate, prima di maggio. Alla fine la storia ci insegnò che Tomori mise in porta il pallone dello 0-3 contro la Juventus, nella sua prima rete con il Milan.

Comunque, poco importa che anche Tomori sa sbagliare e delle volte sa fare bene.

Magari, importa più che nella gara contro la Fiorentina, l’ultima del Diavolo, l’inglese ha derubato Pulisic del suo calcio di rigore, per lasciare il pallone ad Abraham dagli undici metri, in maniera certamente un po’ infantile. Ed è lì che un po’ tutti si sono ricordati qualcosa di sacro, ovvero che puoi essere chi ti pare ma il Milan ha saputo andare avanti senza tutti, e nella lista ci sono anche mostri sacri di difensori come Baresi e Maldini. Insomma, il Milan va avanti e dei giocatori si può fare a meno, ed è tutto qui. Specie se i comportamenti sono puerili come in questa occasione.

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Tomori - Photocredit acmilan.com
Tomori – Photocredit acmilan.com

In realtà, le cose sono sempre un po’ diverse da come vengono narrate, e c’è sempre una narrazione padrona, specie sui social. Quel che importa è che, come per altri cari protagonisti dello scudetto rossonero, si è giunti ad una domanda, e questa volta ci passa Tomori. Soprattutto, in questo caso la domanda, come per tutti gli altri, è: “C’è davvero bisogno di Fikayo Tomori?”

Ed è una domanda un po’ importante ed è forte e muove tutto e sovrasta i mari e i continenti e sotterra dall’indecisione Pavlovic che sarebbe il difensore di riserva, invece, pronto a prendere il posto dell’ex Chelsea e che, quindi, viene chiamato a gran voce per giocare titolare, scene già viste dopotutto. La storia finge, ancora una volta, di essere ciclica. Il punto è che ci troviamo davanti ad un atteggiamento importante, sì, da studiare bene.

Ho una cara persona che ormai da tempo vive chiedendomi: “Damiano, ma secondo me è davvero importante?” un po’ per ogni cosa.

Damiano, ma secondo te è davvero importante mangiare la pizza stasera? Quindi, Damiano, ma proprio non riesci a fare a meno di andare al cinema mercoledì? Damiano, ma proprio ti importa di partecipare a quella partita di calcetto?

E la risposta sarebbe sempre la stessa. Certo che non è importante. Quasi nulla è importante. La salute, la famiglia, la felicità, l’amore, nella loro dimensione i soldi e un altro paio di cose forse, ma forse, sono importanti. Il resto è tutto poco importante.

È questo però il tipico atteggiamento di chi non dà valore a tutte le cose che ci sono intorno a noi. Quelle che, invece, meritano una loro evidenza.

Le cose importanti di una giornata possono essere in realtà tante e sono magari un sorriso davanti a una finestra mentre piove, ripensando a dieci minuti prima, o un saluto verso un semisconosciuto o magari, perché no, vedere Tomori al centro della difesa del Milan per chi tifa i rossoneri.

Il Milan si trova davanti all’ennesimo, un altro dei protagonisti degli ultimi anni, a farsi i calcoli se davvero sia imprescindibile per il Milan o se, dopotutto, si possa fare fuori. E la risposta allora è che Fikayo si può fare fuori, memento mori.

Ma la realtà è che Tomori serve al Milan. E che se da una parte si deve comportare meglio, dall’altra è evidente che Pavlovic sia poco complementare di Gabbia e che dia meno soluzioni, in campo. È evidente che Tomori dà molta dell’identità del Diavolo e che, con l’addio di Kalulu, i rossoneri non abbiano difensori simili all’inglese. E, infine, soprattutto, è evidente che non ci sia bisogno di farsi i calcoli, se Tomori sia davvero importante o no. Perché allora si finisce a dire di no, come accade un po’ con tutti, nell’ultimo periodo.

Perchè tutto non è importante, se non diamo valore a niente o quasi, e nel Milan l’impressione è che accada un po’ così, di recente.

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