Bologna-Milan è una di quelle vicende che ha lasciato l’amaro in bocca a diversi tifosi. Dopo la decisione del sindaco, i club si sono riuniti per discutere con la Lega Calcio. La volontà dei rossoneri era molto chiara: scendere in campo e giocare il match. Le opzioni sul tavolo erano diverse, tra cui disputare il match a campo neutro a Como o a Empoli.

Il Diavolo si era preparato per tutti gli scenari possibili, tanto che lo stesso presidente Paolo Scaroni era più che sicuro che l’incontro sarebbe stato positivo. Così, però, non è stato. Ora il calendario si infittisce e recuperare la partita sembra un grosso grattacapo da risolvere. Martedì il Milan scenderà in campo contro il Napoli a San Siro e dovrà fare a meno di Reijnders e Theo, costretti a scontare la squalifica contro i partenopei.
Questa mattina l’edizione di Tuttosport, ha ricostruito la vicenda rivelando dei retroscena interessanti. Il presidente del Bologna, Joey Saputo avrebbe chiamato il dirigente rossoblù Fenucci spiegandogli la sua posizione: per rispetto della gente il Bologna non avrebbe giocato, rischiando anche lo 0-3 a tavolino. La presa di posizione da parte del club avrebbe sorpreso sia la Lega che il Milan. Il quotidiano, poi, ha spiegato come Paolo Scaroni essendo parte in causa, abbia ritenuto giusto astenersi nella votazione. Il Milan aveva intenzione di giocare a porte chiuse e, in sede, il presidente rossonero avrebbe fatto sapere che il club sarebbe stato disposto a versare la metà dell’incasso da mettere a disposizione per gli alluvionati. L’epilogo, però, lo conosciamo tutti, la gara potrebbe essere recuperata verso febbraio. Gli uomini di Fonseca, intanto, si preparano per la sfida di martedì dove affronteranno il Napoli di Antonio Conte.
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