In un podcast in Brasile, Marcos Cafù, storico terzino rossonero, ha voluto raccontare l’immenso talento di Alexandre Pato, considerato dal terzino stesso immarcabile e difficilissimo da affrontare.
Queste le parole di Cafù:
“Quando Pato è arrivato al Milan Kaladze lo marcava e lo affrontava da sinistra, Maldini centralmente e io da destra. E Nesta, quando Pato passava, gli faceva uno sgambetto. Un giorno eravamo io, Maldini e Nesta… Dissi a Kaladze che stava entrando troppo duro e che doveva fare più piano, altrimenti avrebbe fatto male al ragazzo. A Pato quindi dicevo che se Kaladze lo avesse colpito forte ci avrei pensato io.
C’era un allenamento uno contro uno, ma nessuno voleva andare contro Pato. Maldini diceva a me di andare e viceversa. Ci dicevamo che non potevamo prenderlo. Quando Pato è arrivato, dopo due mesi ho detto a Serginho: “Uno dei migliori attaccanti della storia del calcio brasiliano è davanti a noi”. Dribblava sia a destra che a sinistra, tirava di destro, di sinistro, calciava le punizioni, faceva gol di testa. Aveva una forza incredibile nel cambio di direzione, non sapevamo come fermarlo. Io Pato al Milan l’ho visto, non parlo di quello che hanno fatto vedere in TV o nei video. L’ho visto, mi sono allenato contro di lui, l’ho marcato in allenamento, cercavo di fargli scivolate da cinque metri ma non riuscivo a prenderlo”.
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