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Lucas Vazquez in conferenza stampa: “Preparare la partita è stato difficile”

C’è tanta attesa per il match che domani vedrà in campo Real Madrid e Milan. Oggi in conferenza stampa, oltre ad Ancelotti, ha parlato anche l’esterno dei blancos, Lucas Vazquez.

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Lo spagnolo si soffermato su un’argomento molto importante in quest’ultimo periodo, l’alluvione di Valencia. Motivo per il quale il Real ha giocato la sua ultima partita sabato 26 ottobre. Questo significa che la squadra della capitale spagnola ha avuto decisamente molto più tempo rispetto ai rossoneri per preparare la partita e sicuramente i giocatori saranno nel pieno delle loro forze.

Le parole di Vazquez:

Il suo messaggio per Valencia: “Desidero inviare un messaggio di incoraggiamento a tutte le famiglie colpite da DANA. Voglio dire loro che non sono soli. Speriamo che tutto torni presto alla normalità

Preparazione della partita: “È complicato, perché il calcio è sullo sfondo. L’importante sono le persone. Con queste tragedie è difficile isolarsi. Siamo tutti molto tristi. Ci sono tante persone che soffrono e questo riguarda tutti. Ci sentiamo molto tristi. Sono stati giorni difficili e turbolenti, in cui la nostra gente ha sofferto. È tempo per tutti noi di riflettere e pensare a ciò che è successo. E cerchiamo di aiutarci a vicenda per uscire da questa situazione. Mi sento triste per quello che è successo. Ancora una volta è stata dimostrata la qualità umana delle persone da tutte le parti della Spagna. Speriamo di imparare da queste circostanze

Su Carvajal: “L’assenza di Carvajal è pesantissima per il Real Madrid, sia calcisticamente che a livello di carattere. Forse ora mi tocca giocare di più, devo dare il meglio, cerco solo di aiutare la squadra al massimo delle mie possibilità

Le lamentele di Ancelotti sulla poca importanza degli addetti ai lavori: “L’allenatore ha assolutamente ragione. La nostra opinione è 0, la nostra forza è 0. Dobbiamo essere professionisti e fare quello che ci viene detto. E’ quello che serve. Nel weekend nessuno doveva giocare. Era il momento di stare vicino alle persone colpite e pensare solo a quello. Molte cose ci sfuggono. C’è molta distanza tra i calciatori e l’organizzazione. Nel calcio è un settore in cui i calciatori non hanno potere decisionale. Dobbiamo fare cose che non abbiamo voglia di fare

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