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Da Madrid a Cagliari: le due versioni del Diavolo che spaventano Fonseca

Fonseca - acmilan.com photocredit

Appena terminata la dodicesima giornata di Serie A, inizia l’esodo dei calciatori verso i propri paesi d’origine per la terza pausa nazionali di stagione. La settimana appena trascorsa lascia nell’aria di Milanello un sentore di felicità mista a preoccupazione e delusione. Felicità per la vittoria sofferta ma di squadra contro il Monza e per il capolavoro di Madrid in Champions, delusione per la prestazione ed il risultato di Cagliari. Non riesce la cosiddetta “settimana perfetta” al Milan di Fonseca, il quale ancora non riesce a fare il definitivo salto di qualità.

Dopo la vittoria contro il Real Madrid l’allenatore rossonero era stato chiaro dicendo che la partita contro il Cagliari sarebbe stata più difficile di quella contro i Blancos. Una sorta di dichiarazione premeditata di chi già sapeva come si sarebbe comportata la squadra in terra sarda e consapevole dei limiti tattici e caratteriali della rosa.

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Paradossalmente questo Milan tira fuori il meglio di sé quando parte da sfavorito. Tralasciando ogni discorso tattico, il Diavolo in questa stagione ha dimostrato di saper giocare e saper giocare bene contro avversari sulla carta superiori. Lo testimoniano le partite contro Inter e Real , vinte grazie a prestazioni corali superlative ed una spiccata attitudine al sacrificio. Lo stesso non si può dire invece quando è la squadra di Fonseca ad essere favorita dai pronostici. Il Milan per compiere lo step definitivo deve imparare ad approcciare partite contro squadre inferiori con la stessa grinta e attitudine di quando affronta avversari di livello. Una crescita mentale che deve partire in primis dalla direzione tecnica e successivamente essere tramandata a tutti i componenti della rosa.

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