Il derby d’Italia tra Milan e Juventus finisce a reti bianche, per quello che è uno spettacolo poco gradito dal pubblico di San Siro. I fischi a fine partita e la settima posizione in classifica a novembre, mostrano un quadro ben preciso fatto di gestioni e scelte errate in estate. La scelta di affidare la panchina rossonera a Paulo Fonseca ha come obiettivo quello di dare un colore diverso al gioco. Ci si prospettava un Milan dominante, che mantenesse palla e schiacciasse l’avversario, o almeno questo era l’obiettivo iniziale del gruppo di lavoro. I numeri sono impietosi e accendono un campanello d’allarme non indifferente.
Leggi QUI – Thiago Motta punge Leao: “Esagera con le cadute? Non voglio dire niente”

Sono solo cinque le vittorie in dodici partite. Questa statistica evidenzia un grosso passo indietro rispetto agli scorsi anni. Il tecnico portoghese è uno degli ultimi in questa classifica, peggiore di lui solo Marco Giampaolo e Pippo Inzaghi. Fonseca continua a credere nello scudetto e nel suo lavoro ma, ad oggi, sembra complicato anche arrivare fra le prime quattro. È un Milan che fa fatica con le piccole, scarico, con poche idee o con poco equilibrio. I bianconeri ieri sera arrivano a San Siro senza grandi aspettative, con una rosa decimata dagli infortuni. Il Diavolo avrebbe dovuto osare di più e provare a mettere in difficoltà l’avversario, inaccettabile non impensierire neanche una volta Di Gregorio prima del 94′. Ci si aspettava una squadra affamata e col coltello tra i denti, ma le risposte non sono positive.
Per la classifica è un pareggio che sa di sconfitta. Il pareggio con la Juventus è un risultato molto plausibile vista la capacità degli avversari, ma non deve arrivare in questo modo. La sconfitta a Parma e il pareggio a Cagliari pesano come un macigno e la distanza dalla vetta aumenta sempre più. La società ha l’obbligo di intervenire in maniera decisa per provare a salvare una stagione che ha smorzato l’entusiasmo di tutti già a novembre, San Siro compreso.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube e X
