La vittoria del Milan contro lo Slovan Bratislava non ha dato quelle risposte che mi aspettavo. Anche con una delle squadre meno forti della classifica di Champions League, i rossoneri sono riusciti a rischiare di non vincere. E pensare che prima del match di due giorni fa, gli slovacchi avevano realizzato solo 2 gol. Adesso le reti sono diventate 4 perché il Diavolo è caduto per l’ennesima volta nei soliti errori. Inconcepibile prendere il primo gol dallo Slovan con quel contropiede, soprattutto in una situazione di vantaggio. Quella rete subita certifica l’identità che sta dimostrando la squadra di Fonseca, ovvero quella di avere tanti, ma proprio tanti alti e bassi.
Quali sono i pro e i contro del Milan? Andiamo con ordine. La squadra ha dimostrato di avere un reparto offensivo completo, forse tra i più forti del campionato italiano. Una varietà di giocatori del calibro di Leao, Pulisic, Morata non ce l’hanno molte squadre. Se c’è un aspetto in cui il Diavolo è migliorato notevolmente, è quando deve offendere. Nel calcio vince la squadra che fa più gol del proprio avversario, è vero, ma ciò non vuol dire che bisogna assumere attegiamenti passivi quando non si è in possesso di palla. Tra la fase offensiva e la fase difensiva dei rossoneri, c’è un abisso enorme che vanifico ogni tentativo di Fonseca di dare equilibrio alla squadra.
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Nel mercato della scorsa estate, ci si aspettava qualcosa di più dalla società. I problemi difensivi erano chiari a tutti ed è inspiegabile come la dirigenza non sia riuscita a colmare quelle lacune che da due stagioni affliggono il Milan. Quando gli avversari attaccavano i rossoneri, si notavano e si notano tutt’ora dei problemi di vulnerabilità. Solo in alcune partite, quest’anno, Fonseca è riuscito lenire le carenze di carattere difensivo. La stagione, però, è lunga e a gennaio c’è bisogno di rinforzi perché continuare con la rosa corta che si ritrova il Milan, è controproducente.
Errare humanum est, perservare autem diabolicum. Non c’è bisogno di spiegare la grandezza del Milan. Essere in un club storico come quello rossonero, deve essere un onore. I tifosi non hanno mai fatto mancare il sostegno ai giocatori. Adesso tocca alla proprietà fare propria parte, guadagnarsi la fiducia dei supporter e dimostrare di essere all’altezza con uno dei club più titolati al mondo.
