Ariedo Braida è tornato a parlare di Milan, prima della sfida di domenica sera contro il Genoa, quando verranno celebrati i 125 anni del club. Il Diavolo arriva alla sfida di campionato dopo aver sconfitto, con non poche difficoltà, lo Stella Rossa in Champions League. In campionato la situazione del Milan appare abbastanza compromessa: la vetta della classifica è molto lontana. Inoltre i rossoneri hanno palesato molti limiti, tattici e caratteriale, che non la rendono una squadra credibile per la vittoria finale. L’obiettivo ora deve essere avvicinarsi il più possibile alla zona Champions e cercare di rientrare tra le prima quattro. Davanti le avversarie corrono e non sarà affatto facile per gli uomini di Fonseca.
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Braida ha analizzato anche la situazione in casa Genoa e la svolta arrivata dopo l’avvicendamento in panchina tra Gilardino e Patrik Vieira. L’inizio di stagione del club genovese non è stato semplice. Soprattutto a causa delle cessioni avvenute in estate. I rossoblù si sono dovuto privare dei due giocatori di maggior qualità: Gudmundsson e Retegui, oggi protagonisti con le maglie di Fiorentina e Atalanta. A settembre i rossoblù hanno rinunciato anche a Malinovs’kyj per colpa di un brutto infortunio. I risultati hanno risentito di tutte queste contingenze.
Con Vieira la situazione è sensibilmente migliorata. Oggi il Genoa è quattordicesimo posto, fuori dalla zona retrocessione, con tre punti in più della terzultima. I rossoblù arrivano alla sfida di San Siro dopo cinque risultati utili consecutivi: tre pareggi e due sconfitte. Nell’ultimo turno hanno pareggiato 0-0 contro il Torino. I granata sono una squadra in difficoltà, ma difensivamente è sempre difficile giocare contro di loro. Queste le parole di Ariedo Braida, rilasciate ai microfoni del Secolo XIX:

Sulla sfida di domenica tra Milan e Genoa e in generale sul Milan di questa stagione: “La stagione dei rossoneri prosegue tra alti e bassi perché mancano due elementi fondamentali come identità e continuità. Al momento è tagliato fuori dalla lotta per i traguardi a cui è abituato a competere. È possibile che possa reinserirsi ma per adesso stanno cercando qualcosa che non riescono a trovare”,
Sulla figura di Maldini e sulla mancanza di punti di riferimento: “La storia del Milan passa anche attraverso la famiglia Maldini, da Cesare e Paolo. Io ho grande rispetto per la storia e per il senso di appartenenza, per quel legame che si crea tra la gente e la squadra, anche se non si vede ma si sente. Mancano anche figure come Berlusconi e Galliani: punti di riferimento per il Milan e per il calcio”.
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