Come anticipato dal Tg3, l’ex capo ultras dell’Inter Beretta (in carcere per l’omicidio di Antonio Bellocco) è stato nuovamente sentito dal Pm Storari. Ascoltato già il 20 dicembre, in quella circostanza Beretta ha riconosciuto decine di ultrà nerazzurri, guardando le loro foto su due album della polizia. Il pentito avrebbe anche specificato il loro ruolo, di semplici tifosi o di “azionisti”, ovvero persone che avevano partecipato a scontri e ad azioni violente. Durante l’ultimo interrogatorio, Beretta ha confermato che interloquiva regolarmente con la società nerazzurra pur avendo il Daspo. Del Daspo, dunque, era a conoscenza il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, e la sorveglianza speciale.
Come riportato da TuttoSport, infatti, ha spiegato che tutti sapevano che dietro la società “We are Milano” (che si occupava di merchandising) c’era lui. La parte finale dell’interrogatorio è stata dedicata agli scontri fra tifoserie, che avvenivano tutti – ha spiegato Beretta – con il consenso dello stesso capo ultrà interista e del capo ultrà milanista Luca Lucci.
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La foto degli ultras con Marotta
Tuttosport spiega poi che – a corredo delle dichiarazioni del pentito – arriva anche dai social una foto datata 2020, con Marotta già stabilmente punto di riferimento del club nerazzurro. Ristorante importante nel centro di Milano e Beppe si ritrova in mezzo agli Ultras, abbracciato da Beretta. L’immagine sancisce quanto potere avesse la Curva Nord già allora e quanto fosse legata a doppio filo con la società e mette ovviamente oggi in grande imbarazzo tutte le figure dirigenziali, presidente in primis.
Andrea Beretta, oggi collaboratore di giustizia sta dialogando con i pm della Dda di Milano e la Squadra mobile in riferimento ad Antonio Bellocco, l’erede dell’omonimo clan ucciso dallo stesso Beretta il 4 settembre con una ventina di coltellate a Cernusco sul Naviglio.

