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Tonali: “Il più forte con cui ho giocato e quello con cui avrei voluto giocare? Vi dico due milanisti”

Dopo essere rientrato dalla squalifica in seguito allo scandalo relativo al calcioscommesse, Sandro Tonali ha vissuto un periodo non molto semplice con la maglia del Newcastle. Sebbene sia stato sempre preso in considerazione dal tecnico dei Magpies, Eddie Howe, il fatto che il centrocampista azzurro non fosse titolare fisso aveva suscitato un certo scalpore anche in Inghilterra, a tal punto da far circolare qualche voce su un suo possibile ritorno al Milan. Tuttavia con il passare delle settimane Sandro è tornato ad essere un pilastro del centrocampo bianconero. Nelle ultime cinque giornate di Premier League ha collezionato sempre 90 minuti, e per il Newcastle sono arrivate cinque vittorie. Il classe 2000 si è resto protagonista di una breve intervista ai microfoni del canale ufficiale TikTok di JD Football, intervista nella quale è emerso ancora una volta il suo legame con il Milan.

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Sul giocatore più forte con cui abbia giocato infatti ha dichiarato: “Probabilmente il calciatore più forte con cui mi sono allenato era ai tempi del Milan, Zlatan Ibrahimovic. Zlatan è una leggenda. Amo la sua mentalità, perché è una gran persona ed è il migliore dentro e fuori dal campo”

Sull’avversario più difficile da affrontare in campo: “Potrei nominare tantissimi giocatori che affronto anche qua in Premier League ad ogni domenica. Ogni settimana c’è una partita impegnativa contro avversari molto forti, però penso che forse Cristiano Ronaldo fosse il più difficile, quando giocava nella Juventus. Era davvero forte, un vero top player”.

Sandro Tonali

Su una leggenda del passato con cui avrebbe voluto giocare: “Per me questa domanda è molto facile, dico Gattuso. Lui è il mio idolo sin da quando ero bambino ed amo ancora oggi Gattuso. Era un gran giocatore all’interno del campo, magari non era il più talentuoso, ma era il mio preferito. Quando ero giovane guardavo tutte le partite del Milan con Gattuso. Da qual momento ho iniziato ad adorarlo come leader e come personalità anche fuori dal campo”.

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