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Scambi di messaggi tra Calhanoglu e gli ultras: emergono dettagli

Emergono nuovi dettagli sul caso ultras e, in particolare, sul coinvolgimento di Simone Inzaghi ed Hakan Calhanoglu.

Sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano” sono stati riportati i verbali dei tesserati nerazzurri con l’allenatore che conferma l’intermediazione con i capi della curva: “Ha agito da intermediario con la società Inter (…) per le richieste di Marco Ferdico avanzate in tale conversazione telefonica?”. Risponde: “Sì, ricordo che dopo la telefonata, a tavola ne ho parlato con qualcuno della dirigenza (…) ero speranzoso del fatto che si sarebbe risolta positivamente la questione, poiché avevo bisogno dell’incitamento dei tifosi per vincere la finale a Istanbul (…). Ho inviato un messaggio a Marco Ferdico, dicendogli, che il mio l’avevo fatto”.

Il racconto di Calhanoglu

L’ex giocatore del Milan, invece, ha dichiarato che “la società mi aveva informato che non potevo intrattenere rapporti di alcun tipo con i tifosi (…). Io l’ho fatto. Perché io sono una persona aperta, perché sono fatto così”. Da Marco Ferdico a Maurino Nepi al rampollo della ’ndrangheta Antonio Bellocco, Calhanoglu spiega contatti e incontri: “Io ho incontrato Ferdico sette, otto volte, come ho già anticipato, presso il bar Dono e presso il ristorante Zenzero per un aperitivo. Lui di solito veniva da solo, ma qualche volta è venuto con il padre, e una volta si è presentato con un ragazzo molto basso di statura, è la stessa persona che è sugli articoli di giornale, in quanto è la persona che è stata uccisa (…) Antonio Bellocco, preciso che ho memorizzato il suo nome dopo aver saputo dell’omicidio, ricordo che a uno di questi incontri è venuto anche un altro ragazzo, che loro chiamavano Ciak (Matteo Norrito, elemento del direttivo e coinvolto nell’indagine, ndr) so che era un ultrà (…). I contatti li tenevo principalmente con Marco”.

Prosegue: “Con Bellocco non avevo rapporti (…) ma è capitato che quando Marco mi videochiamava ci fosse anche lui e spostava il cellulare inquadrando Bellocco e facendo vedere che lui era in compagnia di Bellocco. In quelle occasioni avveniva soltanto uno scambio di saluti e mi incitava al buon rendimento delle mie prestazioni sportive”.

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I messaggi con gli ultras

Ad inizio verbale il giocatore turco racconta:I miei rapporti con gli ultras sono iniziati dopo il derby Milan-Inter della stagione 22/23, in quella partita io ho segnato su calcio di rigore (…) gli ultras, non so come abbiano ottenuto il mio numero di telefono (…). Penso il giorno dopo di aver ricevuto un messaggio whatsapp da una persona che si è firmata Marco Ferdico, che al momento non conoscevo, il quale mi ha scritto: siamo orgogliosi di averti nel nostro club, continua così, che dobbiamo vincere le coppe. Io ho isposto: grazie mille e forza Inter. All’inizio non ho detto nulla a nessuno (…) dopo una settimana mi sono informato su chi fosse Ferdico – spiega -. Il mio rapporto con Ferdico è continuato, ci scambiavamo spesso messaggi, mi ha chiesto (…) delle maglie, lui mi diceva che le voleva dare ai bambini dell’ospedale (…). Le maglie che ho dato a Ferdico erano sia mie sia di altri miei compagni di squadra”.

La telefonata

Mentre sul suo rapporto con Mauro Nepi emerge che “L’ho visto solo due volte”. A testimonianza di questo rapporto, intercettato, Nepi chiama il calciatore “fratello”. Il 9 febbraio 2023, Calhanoglu è al telefono con Nepi per spiegare la sua assenza a un evento della Nord: “Dove sei? Due minuti, se hai tempo?”. Nepi: “Manda mi la posizione che vengo!”. Calhanoglu: “Ferri ci ha detto che non possiamo fare questo perché (…) Marotta non vuole che voi siete vicini con tifosi!”. Nepi: “Vabbè non ti preoccupare tanto magari prima o poi parleremo con lui, vediamo!”.

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