Clima sempre più teso
per il tifo organizzato delle due squadre milanesi. In occasione del derby tra Milan ed Inter, andato in scena domenica pomeriggio, sono stati “daspati” altri ultras tra le due curve, afferma Bruno Megale, Questore di Milano, in un’intervista al Corriere della Sera. Aumentano anche le misure di sicurezza. L’obiettivo, come raccontato da Megale sulle pagine del quotidiano, è quello di “restituire lo stadio e le curve ai veri tifosi”. Queste le sue dichiarazioni in merito alla vicenda.
“Guardiamo al modello inglese, ma anche spagnolo”
“In questa azione che coinvolge tutti — società, polizia e chiunque controlli le attività dello stadio — stiamo intensificando i controlli e le attività di prevenzione. Ai tornelli ora non ci sono più solo gli steward. Per evitare che si ripetano le scene di minacce e aggressioni per ottenere ingressi multipli e senza biglietto degli ultras, adesso c’è anche la Polizia di Stato per garantire che tutto si svolga regolarmente. Non solo, abbiamo potenziato anche la tecnologia a nostro servizio”.
LEGGI ANCHE -Sala: “Si va verso lo stadio unico a San Siro”: il costo è da capogiro!

Sulle nuove misure di sicurezza
“Sono state installate nuove telecamere ad altissima definizione per monitorare ogni dettaglio in tempo reale e poter intervenire immediatamente. Sa qual è il risultato? In occasione del derby, i Daspo li abbiamo notificati ai tifosi subito, direttamente al Meazza: sono stati 10 Daspo sportivi e 18 sanzioni per violazioni del regolamento d’uso dello stadio. Queste ultime sono multe che vanno da 100 a 500 euro, e alla seconda può scattare il Daspo. Oggi sono “daspati” 110 ultras interisti e 170 milanisti“.
Megale chiarisce: ecco perché sono scomparsi gli striscioni dalle curve
“Perché siamo stati chiari con gli ultras: pretendiamo discontinuità. Alle riunioni del Gos — il gruppo operativo sicurezza che si ritrova prima delle partite e a cui partecipano le società, con cui collaboriamo fattivamente per eliminare scorciatoie e spazi di manovra che sono stati sfruttati dai criminali — abbiamo concordato di vietare il ritorno di striscioni che rimandano a gruppi criminali che li avevano imposti con la violenza. Le ripeto: l’aria è cambiata. È vero che la forza di San Siro è il suo clima infuocato: è il 12esimo uomo. Ma non possiamo permettere che si ricreino forme di condizionamento criminale da parte del tifo. C’è stato un prima e un dopo. Non che prima non si facesse nulla, ma l’inchiesta ha evidenziato che la situazione non era più tollerabile”.
