Di ieri sera non si possono non salvare solo i tre punti. Il Milan è apparso ancora sottotono, faticando a creare davanti e traballando in difesa. Alla fine, è riuscito a sbloccare una gara che rischiava di diventare pericolosa. Il gol di Gimenez, secondo in due partite in Serie A, è stata una manna dal cielo. Il tocco a due passi dalla porta è il culmine di una splendida triangolazione che ha coinvolto anche Jimenez e Leao. Questa mattina sulle pagine del Corriere dello Sport è intervenuto il giornalista Franco Ordine.
Sull’impatto di Gimenez:
“Il Milan ha avuto bisogno di una giocata piena di tecnica ma anche di fantasia, cominciata da uno spagnolo, rifinita da un portoghese, e sistemata in gol dal numero 7 rossonero, il numero di Shevchenko. Si capisce al volo che questo messicano ha il gol nel sangue, nel dna ma deve ringraziare il quasi omonimo spagnolo perché è da lui, sostituito di Walker nella ripresa, che parte la triangolazione perfetta del modesto e risicato 1 a 0 rifilato sulla schiena di Montipò”.
Sul mercato:
“Possiamo sicuramente analizzare l’assemblamento della squadra, cioè la sua costruzione estiva poi corretta dal mercato di gennaio che ha di fatto migliorato il potenziale offensivo. È come se si passasse, in materia di ristrutturazione, da un palazzo a 5 piani a uno di 8-10 senza preoccuparsi contestualmente di potenziare le fondamenta del manufatto“.
Franco Ordine, ha poi concluso così:
“Prima di ieri sera, il Milan era riuscito a vincere soltanto due delle ultime otto partite domestiche. Ciò racconta di sicuro dei difetti antichi di questa squadra e in particolare di quelli incrociati soprattutto nelle serate di San Siro quando si ritrova con l’obbligo dichiarato di “fare la partita”, quindi esponendosi a qualche rischioso contropiede senza riuscire a domare i rivali, anche quelli dotati di una cifra tecnica nettamente inferiore, tipo il pari con il Cagliari per citare uno degli ultimi con Conceiçao appena arrivato a Milanello. O, per citare l’ultimo episodio, il Verona di Zanetti”.
