L’eliminazione del Milan dalla Champions League continua a scatenare polemiche e critiche feroci. Questa volta, è Alfredo Pedullà a puntare il dito contro il club rossonero, accusando non solo i giocatori, ma anche la società e l’allenatore. Intervenuto negli studi di Sportitalia, il giornalista ha analizzato la sconfitta in maniera dura e senza mezzi termini.
“Una disfatta annunciata”
Pedullà non ha dubbi: l’eliminazione dei rossoneri non è una sorpresa, ma la naturale conseguenza di una gestione discutibile.
“È stata una disfatta annunciata. Ora tutti se la prendono con Theo Hernandez, ma il problema parte da molto più lontano. Theo doveva essere sollevato dal suo incarico già il 31 agosto, dopo quanto successo all’Olimpico contro la Lazio. Non si possono esonerare solo gli allenatori, mentre chi sbaglia in campo resta intoccabile. Una società presente non ammette queste situazioni.”
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Il giornalista attacca la dirigenza rossonera, colpevole, a suo dire, di una totale assenza di reazione di fronte agli eventi critici.
“Il Milan che fu era una grande società, questa invece non sa prendere decisioni. Non reagisce, resta immobile mentre gli errori si accumulano. E questi sono i risultati.”
Conceiçao sotto accusa: “Scelte incomprensibili”
Non solo la società, ma anche l’allenatore è finito nel mirino di Pedullà, che si dice deluso dalla gestione tattica di Sergio Conceiçao.
“Lo ritenevo un ottimo allenatore, nettamente superiore a Fonseca. Ma quando ho visto le sue scelte durante la partita, mi sono confrontato con alcuni allenatori esperti e tutti concordano: ha sbagliato tutto. Togliere Pulisic per mettere Bartesaghi? Da ritiro del patentino. Poi ha tolto Gimenez… loro ti vendono Gimenez, tu lo paghi 30-35 milioni e gli regali anche un bonus di 11 milioni per il passaggio del turno. E poi lo togli? Metti Abraham e butti via tutto? Non ha capito nulla.”
L’analisi è impietosa: il Milan non solo ha perso, ma l’ha fatto complicandosi la vita da solo, con decisioni inspiegabili e una gestione discutibile della rosa.

“Su Theo Hernandez?”
Uno dei bersagli principali delle critiche è stato proprio Theo Hernandez, espulso nel ritorno contro il Feyenoord e considerato da molti come uno dei principali responsabili della disfatta. Pedullà, però, va oltre l’episodio e sottolinea come la sua posizione nel club fosse già compromessa da tempo.
“La situazione di Theo è indicibile. Il suo rapporto con il Milan per me è finito il 31 agosto 2024. Se non prendi provvedimenti quando devi, crei anarchia e permetti che tutto continui indisturbato. E infatti, adesso siamo qui a fare i conti con l’ennesima delusione.”
Le parole di Pedullà sono un chiaro segnale d’allarme: secondo il giornalista, il Milan sta vivendo una fase di instabilità a tutti i livelli. Senza una guida chiara, senza leadership in campo e con una società che fatica a imporsi, il futuro potrebbe riservare altre delusioni.
La disfatta in Champions League è solo la punta dell’iceberg: servirà un cambio di rotta deciso per evitare che questa stagione diventi l’ennesima occasione sprecata.
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