La stagione del Milan è quasi giunta al capolinea già a Marzo. Le ambizioni di un possibile piazzamento tra le prime 4 in campionato sono ormai ridotte ai minimi termini dopo il trittico di sconfitte consecutive con Torino, Bologna e Lazio. In Champions League il cammino europeo dei rossoneri si è interrotto prematuramente e bruscamente con l’eliminazione per mano del Feyenoord ai playoff della competizione. L’unico obiettivo tangibile ancora in gioco per Conceiçao e i suoi ragazzi è la Coppa Italia. Dopo aver battuto Sassuolo e Roma, il Diavolo affronterà l’Inter in semifinale con l’obiettivo di arrivare in finale ed alzare il secondo trofeo stagionale.
Numeri alla mano, questa stagione per rendimento è la peggiore dall’epoca covid. Sono state tante le defezioni e gli errori commessi in casa Milan, partendo dal rendimento personale di molti giocatori, arrivando alle scelte di allenatori e dirigenti. Proprio riguardo la questione dirigenziale, nelle ultime settimane l’idea dell’organigramma societario è quella di rinnovarsi ed inserire al proprio interno una figura che ricopra il ruolo di Direttore Sportivo.

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Il nome che maggiormente è circolato in orbita Milan corrisponde a quello di Andrea Berta, ex DS dell’Atletico Madrid. Stando a quanto riportato da Fabrizio Romano, l’italiano sembrerebbe ormai ad un passo dal divenire il nuovo direttore sportivo dell’Arsenal. In pole position dunque per ricoprire questo ruolo al Milan sembrerebbe esserci Igli Tare.
L’avvento dell’ex Lazio però, potrebbe portare all’esclusione a priori di un allenatore top per la prossima stagione. Si tratta di Maurizio Sarri, da sempre nome caldo accostato al Milan. Tare e Sarri hanno lavorato insieme ai tempi della Lazio, ed il rapporto tra i due non è mai sbocciato. Tutt’altro. Il dirigente ai microfoni di Radio Serie A ha speso parole forti sull’allenatore italiano, testimoniando le frizioni e le diverse visioni dei due: “Sarri sul campo è molto bravo, ma fuori è difficile creare un rapporto con lui e comunicare. Non è una novità, ovunque è stato ha avuto questo carattere difficile da gestire…Abbiamo due modi diversi di vedere il calcio“.
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