Tra meno di 24 ore il Milan cercherà di continuare a cavalcare l’onda emotiva della rimonta di Lecce. A San Siro, tutto esaurito, arriva il Como, una delle rivelazioni stagionali, guidata da Fabregas, in panchina, e da Nico Paz e Diao in campo. Non sarà facile, anche perché la testa, ormai, rischia di essere proiettata sulla prossima stagione, quando probabilmente l’allenatore sarà diverso. Uno dei nomi più in oga negli ultimi giorni è quello di Allegri, già al Milan tra il 2010 e il 2013. Del suo possibile arrivo ne ha parlato Arrigo Sacchi sulle colonne della Gazzetta dello Sport.
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“Allegri è un allenatore che ha seguito perfettamente le tracce della storia calcistica italiana, basata su difesa, contropiede e giocatori di alto livello. Queste sono le sue idee, e con queste idee gli va dato il merito di aver ottenuto successi importanti. Però se mi chiedete: le sue squadre hanno giocato bene? Beh, allora, devo ammettere che io mi diverto quando vedo un calcio collettivo e offensivo, e non un calcio individuale e difensivo. Questione di punti di vista.”
L’ex tecnico del miglior Milan della storia, una delle squadre più forti in assoluto, ha continuato così:
“A livello internazionale nessun titolo? Nessuna imputazione, per carità. La mia constatazione è che in Europa, guidando la squadra italiana più forte ed economicamente più potente, cioè la Juve, non ha conquistato trofei. In Italia manca uno stile, le squadre non ce l’hanno: le società pensano a comprare giocatori di gran nome, spendono e spandonoepoi in Europanonandiamo avanti. Questo è il problema.”
Infine, Sacchi ha espresso alcune perplessità sul possibile ritorno a Milanello di Allegri.
“Non si può dire che non sia un allenatore di alto livello, ci mancherebbe altro. In Italia sa come si fa a vincere, sa come si gestisce un gruppo, sa convincere i giocatori a fare il suo tipo di calcio. La mia preoccupazione è un’altra: il Milan, da sempre, ha un pubblico abituato ai palcoscenici e ai successi internazionali. È il club italiano con più trofei europei e intercontinentali. Allegri, questi trofei, alla Juve non li ha vinti. Gli auguro di riuscirci coni rossoneri: mi renderebbe davvero felice essendo io innamorato perso del Diavolo, e tutti lo sanno”.
