Tiene banco in casa Milan ed Inter la questione legata alla riprogettazione di San Siro e proprio su tale argomento si sono espressi sia Giuseppe Marotta, che Paolo Scaroni. Dopo mesi di progetti e dietrofront i due club sembrano essere allineati e, nella giornata di ieri, la Giunta del Comune di Milano ha approvato la delibera di «Linee di indirizzo per lo sviluppo delle attività conseguenti alla proposta per l’acquisto del Compendio immobiliare “Ambito GFU San Siro” congiuntamente presentata dalle società F.C. Internazionale e A.C. Milan».
Come spiega Calcioefinanza.it, l’atto consente al Comune di Milano, una volta ricevuta la proposta depositata dalle squadre, di dar seguito all’iter amministrativo con i necessari atti. Il valore attribuito all’ambito della GFU San Siro, comprensiva del sedime dello stadio Meazza e dell’impianto, è stato stimato dall’Agenzia delle Entrate in 197 milioni di euro. L’impianto verrà definito come Servizio/attrezzature private di uso pubblico e di interesse generale e dovrà essere regolato mediante apposita convenzione.
Le parole di Marotta su Scaroni
A tal proposito, Beppe Marotta ha espresso la sua soddisfazione per quanto emerso e ha voluto elogiare il lavoro del Milan e di Scaroni per la ristrutturazione di San Siro:
“Oaktree da subito si è dimostrata attenta e si è focalizzata a creare patrimonio e cogliere una opportunità di proseguire in un progetto. Si è agganciata al lavoro splendido fatto dal Milan nella persona di Paolo Scaroni. Ha ritenuto che il focus fosse quello di guardare allo stadio. Ha supportato l’attività iniziale del Milan fino alla “consacrazione” di martedì scorso con il deposito della proposta di acquisto di San Siro che delle aree limitrofe”.
Giuseppe Marotta, intervenuto durante l’evento “Infrastrutture e Sport: una ricchezza per il Paese” organizzato da PWC con Calcio e Finanza, ha poi aggiunto: “È veramente qualcosa di straordinario. Paolo (Scaroni, ndr) lo sta vivendo in modo più intenso rispetto a me, ma credo sia una grandissima esigenza non solo per le due squadre ma per una città come Milano”.
“Le proprietà oggi riconoscono che ci sia un modello di business in cui lo stadio ha un valore fondamentale. Non solo da un punto di vista sportivo, in cui tra i nostri problemi ci sarà quello rappresentato dal manto erboso che ancora non abbiamo risolto, lo abbiamo già rifatto due volte. Abbiamo dovuto fare una riflessione se cambiare il manto erboso venerdì o meno, abbiamo deciso di proseguire e speriamo bene. Rappresentando un asset, lo stadio è una forma di valore patrimoniale ma anche generatore di risorse. Normale che lo stadio abbia una valenza pari a quella sportiva”.

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