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Leonardo: “Il Milan è vuoto e senz’anima! Vi dico cosa serve ai rossoneri”

LEONARDO

 

Leonardo Nascimento de Araujo, più comunemente noto come Leonardo, è tornato a parlare di Milan e della situazione attuale in cui versano società e squadra nel contesto di una stagione deludente come quella in corso. Il rapporto tra Leonardo ha subito una svolta decisiva nel 2011, quando il brasiliano, dopo anni da giocatore e anche una stagione da allenatore del Milan, decise di accettare la proposta dell’Inter, diventando Mister dei neroazzurri e alzando anche una Coppa Italia.

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Ai microfoni del Quotidiano Sportivo, Leonardo ha voluto approfondire il tema legato alla mancanza di identità all’interno della società rossonera dopo l’addio di Paolo Maldini, che proprio Leonardo aveva riportato all’interno del club di Via Aldo Rossi. Secondo l’ex dirigente rossonero oggi il Milan è una squadra senz’anima, ma che la società è consapevole dei propri errori. La mancanza di “milanismo” è un problema secondo Leonardo che sposa la tesi di molti tifosi, nonché uno dei motivi che ha portato alla contestazione del tifo organizzato. All’interno dell’intervista il dirigente brasiliano ha voluto poi ripercorrere la sua avventura sulla panchina del Milan e le difficoltà incontrate all’interno del percorso. Queste le parole di Leonardo ai microfoni del Quotidiano Sportivo:

Sul momento attuale dei rossoneri: “Al Milan serve più Milanismo? Sì, ma già c’era, si chiamava Paolo Maldini. Da dirigente ha vinto uno scudetto ed è arrivato in semifinale di Champions. Poi è stato mandato via e con lui un grande pezzo di passione. Ora se ne sono accorti tutti. Il Milan è vuoto, senza anima. Credo che la società abbia capito di aver sbagliato”.

Sul suo passato al Milan: “Sono arrivato al Milan da allenatore in un momento particolare. Kakà era stato venduto, Maldini aveva appena smesso, molte novità. L’annata cominciò con 5,6 partite senza vittorie. Molti mi dicevano che non avrei dovuto condividere le mie scelte o il sistema di gioco con i miei giocatori. Inizialmente i difensori non erano d’accordo sul mio modo di giocare. In tanti dicevano che il 4-2 fantasia era bello e divertente. Tutto cominciò nella terza gara di Champions a Madrid, avevamo una squadra molto sbilanciata in avanti e vincemmo 3-2. Mai successo al Bernabeu”.

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