Durante l’evento organizzato da Il Foglio, ai microfoni di Sportitalia, Gianmarco Pozzecco – attuale CT della Nazionale di basket e noto tifoso del Milan – ha espresso tutta la sua incredulità per l’assenza di Paolo Maldini all’interno della dirigenza rossonera. Un’uscita sentita, accorata e sincera, che tocca le corde dell’identità milanista.
“Maldini è indiscutibile, come giocatore e come uomo”
Pozzecco non ha usato mezzi termini per descrivere la grandezza dell’ex capitano rossonero:
“Che sia un calciatore spagnolo, inglese o cecoslovacco, vince sempre Maldini. Come giocatore è assolutamente indiscutibile.”
Ma il suo discorso va oltre il talento tecnico: “Quello che fa un calciatore in campo è determinato anche dalla persona che sei. E tutti i suoi compagni di squadra l’hanno sempre adorato. In Nazionale è stata la stessa cosa.”
Il valore da dirigente e l’assurdità dell’esclusione

Pozzecco ha voluto ricordare anche l’importanza di Maldini dietro la scrivania, sottolineando il successo più recente del Milan:
“Come dirigente ha vinto uno Scudetto insieme a Pioli, che per me è un altro elemento fondamentale. Ecco perché mi sembra assurdo che oggi non faccia parte del club.”
L’allenatore azzurro ammette di non essere un “competente” di calcio, ma aggiunge con ironia:
“Fino a un certo punto, perché parliamo pur sempre di sport. E le dinamiche, alla fine, sono simili.”
Pozzecco, voce del tifo milanista
Ancora una volta, Pozzecco si fa portavoce di un sentimento condiviso da molti tifosi rossoneri: l’assenza di Paolo Maldini dal Milan è una ferita aperta. Le sue parole non sono solo un’analisi tecnica, ma un atto d’amore verso una bandiera del club e ciò che rappresenta.
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