Intervenuto come di consueto a Viva el Futbol, Lele Adani ha analizzato la vittoria del Milan sull’Inter per 0-3. L’ex calciatore si è soffermato in particolar modo su uno dei protagonisti del match, ovvero Luka Jovic. L’attaccante rossonero, infatti, dopo aver disputato soltanto una gara da titolare fino alla trentesima giornata di campionato, nelle ultime quattro uscite del Diavolo è riuscito a convincere Sergio Conceicao, ripagando la fiducia del mister portoghese con tre reti. Queste le sue parole:
“Se mi chiamo Luka Jovic, io non vado in panchina e non mi metto dietro a nessuno. È ancora nel pieno della carriera, e forse deve ancora scoprire del tutto la propria forza, sia tecnica che mentale. Ha avuto alti e bassi, certo, ma ha colpi, connessioni con il gioco e una conoscenza dell’area di rigore davvero notevole. E se lo metti a confronto con le altre punte del Milan, non puoi dire che parta dietro a priori. Il resto lo fa lui: la voglia di migliorarsi, di alzare il livello delle prestazioni, e la disponibilità a mettersi in discussione, a prescindere dalle tappe del passato”.

Adani ha poi aggiunto:
“Mercoledì è stato un momento chiave nella sua carriera: segnare due gol decisivi in una semifinale di Coppa Italia non è da tutti. Pensate che dall’altra parte c’era Taremi, il giocatore che inizialmente avrebbe voluto il Milan. Non riuscendo a prenderlo, si è puntato su Jovic. E allora, se mi chiamo Luka Jovic e mi ritrovo come compagni di reparto Abraham e Santi Gimenez – appena arrivato dal campionato olandese – io non vado in panchina e non mi metto dietro a nessuno“.
