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Pastore critica il calciatore: “Un ammonizione assurda, non penso giochi contro, ma…”

Giuseppe Pastore

Quanto è facile passare da eroe a ospite indesiderato? Per conferma chiedere a Theo Hernandez. Il terzino francese, ormai prossimo all’addio per trasferirsi agli arabi dell’Al Hilal, alla corte di Simone Inzaghi, rischia di lasciare un ricordo dolceamaro. Dal capolavoro Scudetto contro l’Atalanta all’espulsione contro il Feyenoord. Una discesa culminata con la separazione delle strade. Del numero 19 ha parlato ai microfoni di RadioRossonera Giuseppe Pastore, commentando così il declino dell’ex Real.

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“Ricordo ancora Milan-Stella Rossa, ammonito per un pallone lanciato in campo al 40° del primo tempo, una delle ammonizioni più surreali che io ricordi. Non voglio pensare che gioca contro, non lo penso mai di nessuno, oppure è talmente distratto e inaffidabile che a una certa, dopo un anno e mezzo di bocconi amari mandati giù è normale che una società decida di cambiare. Poi una volta che l’avevano venduto al Como, lui rifiuta: a quel punto diventa proprio un separato in casa”.

Pastore ha poi continuato, ricordando l’episodio di febbraio.

“Penso che, non solo al Milan, il calcio sia crudele. Una stagione fatta male purtroppo cancella anche tutto quello di buono fatto in precedenza. Bisogna dire che Theo Hernandez negli ultimi due anni ha fatto non dico tutto, ma moltissimo per cancellare i buoni ricordi. Io sono sempre indulgente verso i giocatori, però quanto è costata quell’espulsione con il Feyenoord al Milan a livello economico: potrei dire 10 milioni di passaggio del turno più altrettanti di botteghino. Non voglio attribuirgli la fattura da 20 milioni, però…”

Sarà difficile ripetere le gesta di Theo Hernandez. Chi prenderà il suo posto dovrà confrontarsi continuamente con un paragone scomodo. La speranza è che possa farlo, con successo.

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