Tare lavora sui colpi Jashari, Estupiñán e Doué/Pubill per consegnare ad Allegri gli interpreti ideali per il suo calcio fatto di palleggio e pressione superata con qualità. La tournée asiatica è iniziata, Massimiliano Allegri ha iniziato a plasmare la sua nuova creatura, ma la sensazione è chiara: mancano ancora tre tasselli fondamentali per rendere questo Milan competitivo su più fronti. Non un mistero, non una suggestione, ma una necessità concreta.
E la frase che rimbalza ormai come un mantra tra i tifosi e gli addetti ai lavori è una sola:
“Un centrocampista, un terzino destro ed un terzino sinistro.”
Ripeterla non basta. Ma serve per ricordare a tutti — dentro e fuori da Milanello — che senza questi rinforzi, il progetto tecnico resta zoppo.
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Le pedine mancanti nell’idea di Allegri
Il Milan targato Allegri punta a costruire dal basso, ad eludere il pressing rivale sfruttando giocatori capaci di ricevere palla sotto pressione, con intelligenza posizionale e capacità tecnica. E se tra i centrali Malick Thiaw garantisce già un ottimo livello nei passaggi verticali — è tra i migliori under 23 d’Europa in questa voce statistica — il problema arriva sugli esterni.
Ad oggi, il tecnico livornese può contare su Bartesaghi a sinistra e Jimenez a destra. Due profili interessanti, giovani, ma non perfettamente allineati alle esigenze tattiche del nuovo Milan. Né Tomori adattato né Saelemaekers a tutta fascia sono soluzioni strutturali.
Estupiñán e il segno di De Zerbi
Per questo il nome più caldo è quello di Pervis Estupiñán, terzino sinistro del Brighton, già convinto dal progetto Milan e pronto a dire sì a un contratto quadriennale da 2,5 milioni netti l’anno. Resta solo da trovare l’accordo col club inglese, sceso da 23 a 20 milioni di euro (bonus inclusi), mentre il Milan per ora si è fermato a 15 milioni cash.
Il giudizio di Roberto De Zerbi è da bollino di garanzia:
“Pervis è uno dei nostri segreti. Se diventa pulito nel primo controllo e nei passaggi, può diventare uno dei migliori terzini sinistri al mondo.”
Il profilo perfetto per Allegri, in grado di attaccare lo spazio, ma anche di giocare tra le linee e concludere l’azione.
A centrocampo: Ricci già perno, Jashari il prossimo?
Il perno del centrocampo è già stato individuato in Samuele Ricci, arrivato dal Torino con grande determinazione. A lui Allegri ha già cucito addosso il ruolo di costruttore basso: tocco rapido, lettura intelligente, pulizia tecnica. In ritiro si allena quotidianamente al fianco di un maestro come Luka Modrić, da cui potrà solo imparare.
Accanto a lui, il Milan continua a lavorare per chiudere Ardon Jashari. Il centrocampista svizzero, mezzala naturale, è in grado di reggere l’impatto anche sotto pressione, seppur ancora da affinare nel numero di tocchi. La sua personalità, però, è da giocatore vero. Il Bruges, dopo averlo escluso dalla Supercoppa, è sempre più aperto alla cessione. Tocca al Milan fare l’ultimo passo.
A destra, caccia aperta: Doué o Pubill
Il terzino destro è l’ultimo nodo. I nomi più seguiti restano Guela Doué (Rennes) e Marc Pubill (Levante): due profili diversi per età, esperienza e costo, ma entrambi con caratteristiche tecniche in linea con l’idea Allegri. Saper ricevere, palleggiare, dare un’uscita sicura alla manovra.
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