Marco Pacini, esponente di spicco della Curva Sud Milano e Massimo Elice (Old Clan Milano), sono stati ospiti di Michele Criscitiello a Sportitalia. Al centro dell’attenzione ovviamente il dibattito relativo al rapporto tra la curva e il Milan.
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Ad oggi com’è il rapporto con il Milan? Prende la parole Elice: “Oggi c’è un dialogo con il Milan? No. Noi vogliamo solo la normalità, vogliamo uno stadio normale, vogliamo fare il tifo, con la Curva che canta e noi che gli andiamo dietro. Contestare è brutto e non ci piace farlo. Ma per tornare a fare il tifo, San Siro deve essere normale, e per questo serve il dialogo, che ad oggi manca completamente. Se si mettessero i problemi sul tavolo e si cercasse di trovare una soluzione allora sarebbe ok”. Pacini continua: “Noi abbiamo fatto un percorso come Curva a partire dal 2010, venivamo da un periodo travagliato. Abbiamo iniziato da anni un percorso per cambiarla. La Curva ora è bella ed è frequentata anche da famiglie”.

Pacini poi torna sul tema abbonamento: “Ad oggi non posso fare l’abbonamento al secondo blu per motivi di ordine pubblico. Ma se oggi volessi andare al primo anello blu potrei farlo, lo stesso vale per il primo rosso. Se volessi comprare un biglietto singolo per il secondo blu potrei comprarlo e potrei cantare. Però non posso fare l’abbonamento. Tutto questo non ha logica”.
“Quindi a cos’è dovuto tutto il caos?”, chiede Criscitiello. Pacini risponde: “Ci sono tutta una serie di motivi. Noi abbiamo fatto un passo indietro sugli abbonamenti, il Milan ci ha chiesto se ci abbonavamo in altri settori o se ci saremmo comprati i biglietti partita per partita. I ragazzi ora in blacklist hanno risposto che il loro posto era in curva, piuttosto avremmo preso i biglietti singoli, a patto che ci fosse una sorta di prelazione. Ci sarebbe andato bene nonostante i costi molto maggiori per tutti noi. Non abbiamo avuto questa garanzia. Ci hanno detto di togliere tutti gli striscioni riconducibili alla Curva Sud. Noi abbiamo fatto una valutazione. Se i problemi fossero stati determinati striscioni, allora noi avremmo potuto scegliere altri striscioni che identificassero i vari gruppi. Ma ogni volta in cui abbiamo trovato e proposto una soluzione, loro ce l’hanno bocciata o messa in stand-by”.
Pacini poi ha continuato: “Tornare allo stadio senza striscioni e solamente cantando? Noi siamo un gruppo ultras, un gruppo di amici, un gruppo grande di persone e composto da tanti sottogruppi. Ognuno di questi ha striscioni che li identificano, persino le bandiere di Baresi e Kilpin sono vietate. Noi i nostri passi li abbiamo fatti, siamo disposti a sederci ad un tavolo, ma deve essere un tavolo costruttivo, non distruttivo. Un altro che canta al posto mio? È come chiedere a te di far condurre ad un altro questo programma”.
Elice ha poi concluso: “Prendi uno come Modric che chiede ad Okafor dove sia la Curva? Lui doveva essere accolto in pompa magna, vederlo accolto così fa una tristezza incredibile. Se quest’anno hai una minima possibilità di competere, è folle farlo con uno stadio muto. È un vantaggio per le altre squadre.
