Oggi, 22 giugno 2026, Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della FIGC, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, con il 68,58% dei voti. Ha superato l’altro candidato Giancarlo Abete, diventando così la nuova guida del calcio italiano.
Malagò, 67 anni, è un dirigente sportivo molto conosciuto in Italia. Dal 2013 al 2025 è stato presidente del CONI, il Comitato Olimpico Italiano, e durante il suo incarico lo sport italiano ha raggiunto importanti risultati. È stato inoltre presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
La sua elezione arriva dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, che ha lasciato la presidenza della FIGC dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. Per la Nazionale italiana si è trattato della terza esclusione consecutiva dalla competizione.
Malagò era considerato il favorito già da settimane. Molte componenti del calcio italiano hanno sostenuto il suo nome, vedendo in lui una persona con esperienza e capacità di gestione. Secondo molti, il nuovo presidente potrebbe aiutare la Federcalcio a superare il periodo difficile che sta attraversando.
Nel suo programma elettorale Malagò ha parlato della necessità di migliorare il funzionamento della federazione, puntando su più organizzazione, meno emergenze e più responsabilità. Non è ancora sicuro che porterà grandi cambiamenti nel calcio italiano. Tra le possibili decisioni future c’è anche quella legata al nuovo allenatore della Nazionale: negli ultimi giorni è stato fatto il nome di Roberto Mancini, ex commissario tecnico dell’Italia, che nel 2021 ha vinto gli Europei ma non è riuscito a qualificarsi ai Mondiali del 2022.
L’elezione di Malagò rappresenta quindi un nuovo capitolo per la FIGC. Ora il suo compito sarà dimostrare se riuscirà davvero a riportare stabilità e risultati nel calcio italiano.
L’esito delle elezioni
L’esito del voto ha visto la vittoria di Giovanni Malagò, eletto nuovo presidente della FIGC con il 68,58% dei voti. Il suo sfidante Giancarlo Abete ha ottenuto il 29,17% delle preferenze, mentre le schede bianche e nulle sono state il 2,25%.
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