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Capello bacchetta il Milan: “Difesa distratta, Allegri ha tanto da correggere”

Capello

Non le manda a dire Fabio Capello, che dalle colonne de La Gazzetta dello Sport ha analizzato con lucidità e severità il momento del Milan, reduce dal deludente pareggio casalingo contro la Cremonese. L’ex tecnico rossonero, abituato ad alzare l’asticella, ha puntato il dito soprattutto su atteggiamento e fase difensiva, sottolineando una preoccupante mancanza di intensità.

“Al Milan non si marca ‘sentendo’ l’attaccante, ma si guarda solo la palla”, ha osservato Capello, evidenziando un limite strutturale nella tenuta difensiva della squadra di Massimiliano Allegri, da poco tornato sulla panchina del Diavolo.

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“Serve la disponibilità dei giocatori”

Capello non si è limitato a una critica tecnica, ma ha anche richiamato i calciatori alle proprie responsabilità:

“Allegri dovrà correggere parecchie cose, ma serve la disponibilità dei calciatori”, ha aggiunto l’ex tecnico, facendo riferimento a episodi specifici della gara:
“Ogni tanto sabato sera ho visto qualcuno rientrare ‘corricchiando’, senza la giusta cattiveria.”

Un messaggio chiaro: senza impegno collettivo e spirito di sacrificio, nemmeno un allenatore esperto come Allegri può invertire la rotta da solo.

L’esempio virtuoso del Napoli

Per rafforzare il concetto, Capello ha citato il comportamento del Napoli come modello da seguire, almeno sul piano dell’atteggiamento difensivo e della reazione alla perdita del pallone:

“Nel Napoli tutti e undici, se perdono palla, si mettono nelle condizioni di recuperarla, o almeno tornano velocemente in posizione.”

Una differenza che, secondo Capello, al momento segna il distacco tra un Milan ancora in cerca di sé stesso e una squadra che, pur tra alti e bassi, ha ormai assimilato automatismi di squadra.

Allegri al lavoro, ma il tempo stringe

Il Milan è già sotto osservazione dopo appena una giornata di campionato, e le parole di Capello mettono ulteriormente in evidenza la necessità di un cambio di mentalità, prima ancora che di schemi. Allegri è chiamato a intervenire su una squadra apparsa fragile, scollegata e poco affamata. Il tempo per sistemare le cose c’è, ma la pressione è già altissima.

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