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Il noto giornalista non ha dubbi: “Il sospetto nasce!”

La stagione del Milan non è iniziata nel migliore dei modi. Alla prima giornata di campionato, la squadra allenata da Massimiliano Allegri ha rimediato una sconfitta per 2-1 contro la Cremonese a San Siro, lasciando l’amaro in bocca ai tifosi e sollevando i primi interrogativi sulla condizione della squadra. Un esordio negativo che ora impone una reazione immediata, già nella prossima gara in programma venerdì sera, quando i rossoneri affronteranno il Lecce.

La sfida contro la formazione guidata da Davide Nicola ha messo in luce diverse criticità. Alcune lacune sono apparse evidenti, soprattutto nei momenti chiave del match e rappresentano segnali da non sottovalutare per la dirigenza rossonera. Sarà fondamentale intervenire sul mercato per colmare le carenze individuate, approfittando degli ultimi giorni utili della sessione estiva di calciomercato.

A commentare questa situazione è stato anche il noto giornalista Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, che ha voluto dire la sua sulle scelte di mercato fin qui operate dal club, attraverso un editoriale, dove ha condiviso un’analisi della situazione attuale in casa Milan.

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LE PAROLE SUL MERCATO

“Quando una società non esita a vendere il suo miglior giocatore (Reijnders al City) per coprire il buco prodotto dalla mancata partecipazione alla Champions League, il sospetto nasce. E quando la stessa società cede un difensore normale (Thiaw al Newcastle) per 40 milioni e decide di spenderne la metà per sostituirlo con un difensore altrettanto normale (De Winter), il sospetto cresce. Ma quando poi la società, sempre lei, pensa di risolvere il problema del centravanti con una riserva ventenne dello Sporting Lisbona, beh, il sospetto si rafforza fino a diventare certezza. Questo Milan tanto Elliott e un po’ Red Bird sta facendo il possibile per ricordarci di avere una priorità: conti a posto. Per ottenere i quali si concentra prevalentemente sul trading, trascurando lo “strengthening”, ossia il rafforzamento della squadra”.

ZAZZARONI HA SUCCESSIVAMENTE CONTINUATO:

“E invece l’obiettivo dovrebbe essere proprio quello di rispettare il nome che porta (Milan) offrendo a un tecnico pluriscudettato (Allegri) e a una tifoseria presentissima e attiva un organico da titoli, almeno potenzialmente. Nella prima campagna acquisti affidata a Tare, uno tra i migliori operatori di mercato d’Europa, non riesco ancora a riconoscere la sua mano: è come se Igli fosse frenato, trattenuto, stretto fra paletti societari non abbattibili. Questo Milan – Tare lo sa bene – aveva assoluto bisogno di un grande difensore e un centravanti di livello e invece si ritrova senza l’uno e l’altro, ma con tre play per il solo campionato: Modric, Jashari e Ricci.

Il motivo è semplice: l’ex torinista, pagato 27 milioni e, per carità, buon giocatore, era stato prenotato a gennaio quando Allegri e Tare non erano nemmeno delle ipotesi. La mission di un fondo (Elliott) è quella di gestire l’asset rilevato, ripulirlo di una grossa parte dei debiti e infine rivenderlo. Nel frattempo però la competitività va a farsi friggere. Spero di sbagliare ma, se così non fosse, una società che si rispetti, importante come il Milan, dovrebbe innanzitutto chiarire ai tifosi come stanno effettivamente le cose e la filosofia alla quale si ispira, quali gli obiettivi reali”.

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