PRIMA PAGINA

Biasin attacca: “Il problema del Milan ha un nome preciso! Su Allegri…”

ESCLUSIVA - Biasin Milan-Inter

Nel suo editoriale del mercoledì su Tuttomercatoweb.com, il giornalista Fabrizio Biasin non ha risparmiato critiche alla gestione attuale del Milan, puntando il dito in particolare contro il modo di operare della società.

“Furlani non scende a compromessi”

Biasin parte diretto:

“Il problema del Milan si chiama Furlani. O meglio, la sua impostazione. E la sua cocciutaggine. E la sua impermeabilità a qualunque genere di compromesso”.

LEGGI ANCHE – Verso Lecce, ce la fa Leão? Le ultime

Secondo il giornalista, l’ad rossonero gestisce il club senza dover rendere conto a nessuno, nemmeno alla proprietà, che ripone in lui massima fiducia. Un approccio che porta sì equilibrio nei conti, ma che secondo Biasin snatura il Milan:

“È bravo a vendere e a far quadrare i numeri, ma il Milan non è un semplice negozio, è una delle squadre più gloriose al mondo. Invece oggi sembra gestito come una fabbrica di plusvalenze: si compra a 20 per provare a rivendere a 40”.

Competitività messa in secondo piano

Per Biasin, l’attuale linea dirigenziale mette i bilanci davanti alla competitività sportiva. L’obiettivo sembra essere più la plusvalenza che la costruzione di una squadra vincente. In questo meccanismo, i giocatori vengono visti come asset economici da far fruttare piuttosto che come pedine per riportare il club ai vertici.

I tifosi e i nuovi dirigenti

Il giornalista va oltre, sottolineando come la società non sembri particolarmente attenta né ai tifosi né ad alcuni dei suoi stessi collaboratori:

“Della passione dei tifosi, la dirigenza sembra interessarsi il giusto. E lo stesso vale per i nuovi arrivati. Basti pensare a Tare, già relegato in un ruolo marginale con pochissima indipendenza”.

Allegri in difficoltà con la rosa

Altro punto critico riguarda Massimiliano Allegri, chiamato a guidare il Milan in un contesto complesso. Biasin evidenzia come l’allenatore si ritrovi a lavorare con giocatori potenzialmente interessanti, ma non scelti da lui:

“Allegri deve allenare calciatori che non sono davvero i suoi. Vedremo se almeno gli prenderanno Rabiot, uno dei pochi che potrebbe essere davvero funzionale alle sue idee”.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube X