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Milan-Como in Australia? Parola al commissario UE sul calcio europeo

Milan - Como

Glenn Micallef, commissario europeo per la Giustizia Generazionale, la Gioventù, la Cultura e lo Sport, è intervenuto con una lettera aperta sul delicato tema delle partite di campionato europeo disputate all’estero. Un argomento che torna di stretta attualità con l’ipotesi di vedere Milan-Como giocarsi addirittura in Australia.

Il calcio non è solo uno sport. È identità, appartenenza e condivisione. Non parliamo di un semplice gioco, ma di un vero e proprio bene pubblico capace di unire generazioni. Andare allo stadio con i figli, incontrare amici, tifare insieme: tutto questo costruisce comunità.

I tifosi non sono clienti o consumatori, ma parte essenziale del calcio europeo. Senza di loro, il calcio non avrebbe lo stesso valore né lo stesso cuore.

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Prezzi in aumento e sacrifici dei tifosi

Negli ultimi anni i tifosi hanno fatto grandi sacrifici. Biglietti sempre più cari, abbonamenti TV e streaming in costante crescita: nonostante tutto, la passione non è mai mancata. I tifosi hanno continuato a sostenere i club, consapevoli che le risorse economiche sono fondamentali per restare competitivi.

Oggi però si chiede loro qualcosa di inaccettabile: rinunciare al diritto di vedere la propria squadra giocare in casa.

Finali e partite spostate all’estero: un precedente pericoloso

In diversi paesi europei le finali di coppa sono già state disputate all’estero, negando a migliaia di tifosi la possibilità di vivere un momento unico. Allo stesso modo, alcuni campionati hanno provato a spostare match ufficiali fuori dall’Europa.

La motivazione è chiara: massimizzare i profitti. Ma il calcio non può ridursi a un mero prodotto da esportare.

Il business non può cancellare i valori del calcio

I numeri del calcio europeo parlano da soli: nella stagione 2023-2024 le entrate hanno raggiunto i 38 miliardi di euro, con una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Non si può quindi giustificare la delocalizzazione delle partite solo con la scusa della sostenibilità economica.

Milan - Como
Milan – Como

Il rischio è molto più profondo: minare le basi del modello sportivo europeo, che si fonda su associazioni forti, radicate nei territori e nella comunità.

Difendere il modello sportivo europeo

Portare partite di campionato fuori dall’Europa significherebbe tradire l’essenza del calcio. Il territorio e il radicamento locale sono principi fondamentali dei campionati nazionali. Senza questi, il modello europeo crolla.

Per questo verrà aperto un tavolo di confronto sulla governance del calcio: l’obiettivo è trovare regole chiare che tutelino tifosi, club e tradizioni.

Dopo la Superlega, una nuova sfida

La proposta di spostare match ufficiali all’estero rappresenta il primo grande test per lo sport europeo dopo la vicenda della Superlega. Allora i tifosi furono decisivi nel fermare il progetto, e lo sono anche oggi: il calcio è loro, e appartiene all’Europa.

Competizioni amichevoli o tornei extraeuropei possono avere senso, ma i campionati nazionali devono restare in Europa.

Verso una strategia europea per lo sport

Questo dibattito dimostra che servono norme certe per limitare iniziative spinte solo dal profitto e salvaguardare equilibrio competitivo, integrità e valori culturali dello sport.

La Commissione europea pubblicherà il prossimo anno la sua “Visione strategica per lo sport in Europa”, con una consultazione pubblica già da settembre. Un’occasione per far sentire la voce dei tifosi.

Conclusione: il calcio europeo resta in Europa

Il messaggio è chiaro: il calcio europeo appartiene all’Europa e ai suoi tifosi. Non può essere svenduto al miglior offerente né trasformato in un semplice prodotto commerciale.

Il futuro del calcio dipende dalla comunità che lo vive e lo ama, dentro e fuori dallo stadio.

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