La stagione 25-26 del Milan è iniziata in bello stile e con grande fiducia. Nonostante l’esordio in campionato non sia stato dei migliori, la squadra di Allegri ha trovato subito la quadra rimettendosi prepotentemente in carreggiata. Tre vittorie nelle ultime tre partite disputate, 6 gol fatti e ben 0 subiti, con una media di 0,25 xG concessi nei 90 minuti. Un’avvio così importante in fase difensiva, in casa rossonera non si vedeva dalla stagione 89-90. In quell’annata come in questa, il Diavolo mantenne la porta inviolata nelle prime due trasferte di campionato.
Proprio in quella magica annata, terminata con la seconda vittoria consecutiva della Champions League, nel Milan di Sacchi si apprestava a fare le sue prime apparizioni da professionista Demetrio Albertini. L’ex leggenda rossonera ha parlato in esclusiva ai taccuini de La Gazzetta dello Sport, proponendo la sua visione sugli obiettivi stagionali del Milan, facendo inoltre un excursus elogiativo su Modric.

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Queste le parole di Demetrio Albertini:
Sull’obiettivo del Milan: “Il Milan non può ma deve lottare per lo scudetto. Quando indossi la maglia rossonera sei obbligato a puntare al massimo, anche per capire l’anno dopo cosa ti manca. La gestione dei momenti durante la stagione è un’incognita per tutti, ma queste prime giornate hanno fatto capire che il Diavolo può stare in alto“.
Su Modric: “Modric ha dato tranquillità e serenità al gruppo. Solo un grande campione che gioca in quel ruolo riesce a far rendere i compagni di più rispetto alle aspettative. Con Luka tutto è più semplice. Sia per i giovani sia per i nuovi. La standing ovation di Udine? A Modric è già successo altre volte ed è giusto così perché una cosa è la rivalità, un’altra è la riconoscibilità del valore di un campione. Lui ha fatto tanto per il calcio e delizia ancora con le sue giocate. Modric non deve rincorrere gli avversari, ma dare un senso alla manovra. Ha bisogno di mezzali che si facciano trovare e lui detta il passaggio. Non puoi chiedergli la tenuta fisica di un ventenne o di correre per 90’. Con quei piedi però fa la differenza“.
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