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ESCLUSIVA – Letizia: “Il Milan è sulla strada giusta: credo molto in Comotto e Camarda. In Italia Cubarsì e Yamal li avrebbero mandati in B”

Nella giornata odierna abbiamo intercettato in esclusiva ai nostri microfoni Francesco Letizia, noto giornalista di Sportitalia, con il quale abbiamo avuto l’occasione di parlare a fondo di Milan, partendo dalla prestazione dei rossoneri nel derby di ieri, passando per il mercato, fino al ricordo di Franco Baresi.

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Nella giornata di ieri c’è stato il primo derby stagionale, anche se giocato a Perth, tra Milan e Inter. Rispetto al test contro il Celtic, c’è stato un passo in avanti per gli uomini di Amorim in termine di prestazione?

“Sicuramente abbiamo visto il passo in avanti di alcuni singoli: a me per esempio è piaciuto molto Yunus Musah in maniera totalmente inaspettata. Nel complesso ho visto una squadra aggressiva, bene in fase di pressing bene anche senza palla dove comunque i giocatori sanno cosa devono fare. Ho visto dei passi in avanti, un buon gioco. E’ chiaro che siamo nel precampionato. Io sono rimasto scottato dal precampionato di Giampaolo e dal precampionato di Fonseca e quindi non posso dare giudizi né positivi né negativi però vedo una squadra con delle idee e questo mi fa piacere. Mi sarebbe piaciuto vedere qualche partita in più di precampionato un po’ come ha detto anche Amorim. Però nel complesso vedo un Milan su una buona strada. Ci sono state anche delle cose secondo me leggermente negative ho visto all’inizio del secondo tempo un po’ di difficoltà, Il passo era un po’ compassato però insomma anche l’Inter non mi sembrava più avanti di condizione vediamo sicuramente la strada però è positiva e nel complesso delle due amichevoli ho visto delle cose positive.”

Restando sulla partita di ieri, abbiamo visto in campo dal primo minuto alcuni giovani come Camarda, Cissè, Bartesaghi. Dopo i recenti rinnovi di Comotto e Camarda e vista anche la bravura di Amorim con i giovani, quanto spazio potrebbe esserci per loro durante questa stagione?

“Mi auguro che ci sia tanto spazio per i giovani, perché Camarda per me deve essere il vice Gonçalo Ramos e Comotto il vice Modric. Credo che in Italia dobbiamo liberarci dall’idea che siccome un ragazzo ha 18 anni, è del 2008 non possa giocare. Guardate quello che fanno Barcellona con Cubarsì, Yamal con tanti altri. Non mi venite a dire sì ma quello è Yamal. Se non lo facevano esordire se non lo facevano giocare se non gli davano fiducia se non gli davano la possibilità di sbagliare non ti saresti mai reso conto. L’anno scorso in Champions League contro l’Inter disastrosa, in Italia non avremmo mai fatto giocare un ragazzo così mai più gli avremmo messo una croce sopra l’avremmo mandato in prestito in serie B e si sarebbe perso. Allora ci vuole fiducia. Io piuttosto che vedere gli errori dei soliti noti preferisco vedere gli errori dei miei ragazzi 2008.”

Camarda
Cosa manca a questo Milan per provare a lottare per questo Scudetto?

“Manca obiettivamente qualcosa in difesa. Prima parlavamo degli errori dei soliti noti: io non credo più a Tomori e quindi la difesa deve essere sistemata con Gila o da braccetto, da centrale e di conseguenza un altro titolare con Gabbia primo cambio e con Pavlovic. Sulla trequarti Tutto dipende da Leao. In mezzo al campo non pensavo ma in teoria si potrebbe rimanere anche così. In attacco siamo a posto ma secondo me serve anche un bel laterale magari sinistro che dia una differenza di qualità e di passo. A destra tra Chuckwueze e Saelemakers, Athekame, bene o male una soluzione la trovi secondo me nell’ordine Chuckwueze-Athekame-Saelemakers, a me non piace tanto Saelemakers. A sinistra serve qualcosa quindi bocciato Estupinan, non credo a Saelemakers a sinistra, io vorrei un titolarone a sinistra e Bartesaghi come sua riserva. Questo per dirti: renderebbe il Milan più forte al punto tale da lottare per lo scudetto? Sinceramente non lo so andrei più cauto.”

Restando sempre in tema mercato, impossibile non parlare di Leao. Ieri anche Bartesaghi ha detto di sperare nella permanenza di Rafa, per il suo bene e per il bene del Milan. Ma farebbe davvero bene al Milan e a Rafa continuare ancora insieme?

“Bisogna continuare insieme se si è convinti da una parte e dall’altra. Se Amorim è convinto di poter puntare su Leao e Leao è convinto di voler rimanere al Milan, quindi se rinasce l’amore a me fa solamente piacere e penso che sia giusto. Invece se si rimane insieme per mancanza di alternative, perché magari Leao non ha offerte e quindi rimane un po’ col muso e perché magari il Milan non riuscendo a venderlo se lo deve tenere sullo stomaco o magari perché non trova un sostituto più forte allora non sono d’accordo. Se volete la mia opinione io ero convinto che dovesse lasciare il Milan per forza. Però credo anche che per come Gerry Cardinale ha organizzato il Milan la parola di Amorim sia fondamentale. Allora mi rimetto al mister: se il mister crede in Leao viva Leao. Se il mister non ci crede anche a costo di scontare il cartellino di Leao e quindi di non uscire dal chiedere per forza 50 60 bisogna cedere e bisogna prendere un giocatore più funzionale.”

Cambiamo fascia: capitolo Pulisic. Amorim lo reputa uno dei titolarissimi di questo Milan. Sul profilo tattico, lo continueremo a vedere sulla corsia di destra o magari potremmo vedere un Pulisic a sinistra? (vista la possibile partenza di Leao).

“Allora, per quanto riguarda Pulisic, è chiaro che il suo destino è legato a un filo con quello di Leao, perché se dovesse rimanere Leao, Pulisic va dirottato a destra. Torneremo un po’ all’attacco “Pioliano”: Pulisic a destra Leao a sinistra e un centro avanti ed è un attacco che a me piace e convince. E’ chiaro che se invece dovesse partire Leao, vedremo Pulisic a sinistra. Quello che vorrei vedere da Pulisic però è un maggior senso di responsabilità dell’essere un giocatore importante. Sono tanti mesi che Pulisic non fa un gol con la maglia del Milan, dal 28 dicembre del 2025 contro il Verona e da lì in poi non abbiamo visto un giocatore all’altezza. Vorrei che Pulisic si calasse maggiormente nella realtà Milan a 360° e che dimostrasse anche di voler sudare, lottare per questa maglia. Quindi se ha un dolorino se ha un decimo di febbre se ha una piccola botta che giochi lo stesso. Leao viene tanto criticato, ma Leao questa cosa l’ha fatta tante volte. Pulisic quest’anno si è tirato indietro troppe volte: c’era il mondiale ok, ma quest’anno il mondiale non c’è più e non voglio più vedere quell’atteggiamento. Se questo atteggiamento dovesse essere ripetuto sinceramente anche Pulisic dovrebbe fare le sue valutazioni e il Milan dovrebbe fare delle sue valutazioni su Pulisic.”

Siamo nella settimana che purtroppo ci ha portato la scomparsa dell’eterno capitano rossonero Franco Baresi. Le chiedo di esprimere un suo ricordo sul numero 6 rossonero.

“Franco Baresi sarà per sempre il Milan: non esiste, non è mai esistito e non esisterà mai più un milanista come lui, lui è il Milan. Franco Baresi non è il più grande di sempre per quello che ha fatto vedere in campo, quello è un dettaglio. Il Milan ha avuto tanti grandi giocatori. Franco Baresi è il più grande perché poi immaginatevi di un ragazzo che diventa titolare in serie B, una volta due volte, ha l’Italia ed il mondo ai suoi piedi ma rimane lo stesso al Milan e poi diventa il grande capitano. Capite che è una storia irripetibile anche perché mi auguro che il Milan non passi mai più le pagine nere che Franco Baresi ha dovuto sopportare a metà della sua esperienza. Il mio ricordo è che si tratta di una persona di un’umiltà incredibile, io non parlerò mai al passato di Franco Baresi perché per me resterà per sempre quindi per me Franco Baresi è una persona di una umiltà incredibile sempre un passo indietro sempre però con l’orgoglio di essere il Milan, non di essere Baresi che è una differenza importante da non sottovalutare.”

Martedì proprio durante i funerali di Franco abbiamo visto moltissimi giocatori e dirigenti del mondo rossonero, da Maldini a Dida, passando per Van Basten. Nonostante ciò si aspettava l’assenza del capitano Mike Maignan?

“Onestamente è una polemica che non mi appassiona. Io ritengo che Maignan, non rappresenti il Milan nonostante ne sia il capitano è una scelta fatta negli anni scorsi e che per questo non viene sconfessata. Io mi sento molto più rappresentato per esempio da Matteo Gabbia. Il fatto che la squadra non sia potuta tornare logisticamente è più che comprensibile tra l’altro anche lo stesso Maignan comunque era letteralmente dall’altra parte del mondo e non era semplice tornare. Io penso che comunque la vicinanza ad un lutto del genere vada espressa a 360° non solo con la presenza. E’ vero sarebbe stato bello vedere il capitano del Milan, come sarebbe stato bello vedere la squadra, però insomma la rappresentanza di Pulisic e Gimenez che erano purtroppo gli unici due più vicini per poter partecipare c’era, c’era Gerry Cardinale mi sembra più che sufficiente e soprattutto c’era praticamente il Milan nel totale. Il fatto non ci fosse Maignan obiettivamente mi cambia poco, mi sposta poco nelle valutazioni che ho soprattutto su Maignan nel bene e nel male.”

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