Nella giornata di ieri il Monza ha annunciato ufficialmente la cessione al fondo americano Beckett Layne Ventures. Si chiude dunque la parentesi della famiglia Berlusconi al comando del club brianzolo. A commentare la situazione ai microfoni della Gazzetta dello Sport ci ha pensato Adriano Galliani, che ha ovviamente commentato anche le voci su un suo possibile ritorno al Milan. Ecco cos’ha detto.
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Sul lasciare il Monza: “Un’emozione forte. Lascio il club che amo da quando avevo 5 anni e mia madre mi portava allo stadio, la squadra della mia città. Ho ringraziato la nuova proprietà che mi aveva offerto la carica di presidente. Ma non mi vedo in una società che non sia di Silvio Berlusconi/Fininvest”.
Su Allegri: “Max è un grande allenatore. Ci ho visto bene… Quando era al Cagliari, gli ripetevo: ‘Lei ha il phisique du role’ per il Milan. Perché, per guidare una grande, conta anche la presenza. Max giocava e vestiva bene. Un bel fioeu, direbbe Gullit. Il mio sogno è lo scudetto al primo colpo, come nel 2010. Può farcela, sono ottimista. I dirigenti rossoneri hanno fatto una scelta azzeccatissima”.
Sull’ipotesi Modric al Milan in passato: “Avevamo Pirlo, poi quando è andato al Real è diventato inavvicinabile. Modric è un grandissimo giocatore. Mi ricorda tanto Pirlo. Determinante Rabiot, che è sempre piaciuto tanto a Max”.

Sull’essere milanista: “Mai smesso di esserlo. Non mi sono mai trattenuto neppure da dirigente del Monza. Io non so cosa faccio allo stadio. Me ne rendo conto quando mi rivedo in tv… Ho dentro 31 anni di Milan”.
Sul tema stadio: “Una città come Milano non può non avere un grande stadio, in linea con i tempi. E il luogo non può che essere San Siro, ben servito da metro, strade e autostrade, dove i tifosi del Milan sono abituati ad andare da 100 anni e quelli dell’Inter da 80. San Siro è impossibile da ristrutturare. L’alternativa è costringere le squadre a giocare nella cintura milanese. Ogni consigliere comunale, al di là delle logiche politiche, deve valutare se per la città di Milano, sia conveniente avere uno stadio meraviglioso o non averlo. Una città all’avanguardia, bella come Milano, non può non avere uno stadio all’altezza del suo standard. L’eresia non è abbattere San Siro, ma Inter e Milan fuori dalla loro città”.
Su cosa farà in futuro: “Solo Dio lo sa“.
