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Quando sarà pronto il nuovo stadio? Cosa resterà di San Siro? Quando verrà demolito? Risponde l’assessora

Intervenuta ieri sera nella trasmissione “Elastici” prodotta da Cronache di Spogliatoio, Martina Riva, assessora allo sport, turismo e politiche giovanili del Comune di Milano, ha risposto ad una serie di domande, dubbi e curiosità sul nuovo e vecchio San Siro. Di seguito le sue dichiarazioni.

Quando sarà pronto il nuovo stadio, e quando inizieranno i lavoi?

Sarà pronto per gli Europei del 2032, forse un po’ prima. Il primo grande obiettivo è essere pronti per questo appuntamento sportivo. I lavori inizieranno intorno al 2027. Tenete conto che manca il rogito, e manca il progetto, che non è proprio un ‘progettino’. Serve il tempo tecnico per iniziare i lavori”. 

È fatta al 100% o c’è il rischio di qualche retromarcia?

“Il rogito sarà sicuramente prima dell’11 novembre, data in cui potrebbe potenzialmente scattare il vincolo della sovrintendenza. Ovviamente ‘non dire gatto finchè non ce l’hai nel sacco’, per cui… Il lavoro del Consiglio comunale e della Giunta è terminato, dopodichè tutto è possibile. Ricorsi? Il tema c’è. Siamo in un paese in cui la novità fa sempre paura. Anche ieri alle tre di notte in aula, quando eravamo pronti a vivere un momento storico, c’erano consiglieri che facevano già riferimenti a potenziali ricorsi al TAR. Si pensa sempre male. Detto questo, l’obiettivo di un’amministrazione è andare dritti all’obiettivo, che è garantire un nuovo stadio alle due eccellenze milanesi, Milan ed Inter. Ma anche e soprattutto un grand progetto di rigenerazione urbana del quartiere, che ne ha tremendamente bisogno”.San SiroIo dico sempre ‘San Siro è spettacolare ma quello che è intorno, sei giorni su sette, è il deserto dei tartari. È un isola di calore in cemento. Quello che Inter e Milan propongono è una serie di metri quadrati dedicati a uffici, hotel, negozi, ristoranti, i musei delle squadre. Un bel progetto. Tra l’altro la metà dei metri quadrati sarà a verde, 80.000 mq a verde profondo. Ci sarà anche un parco. L’effetto che si avrà sul quartiere può essere paragonabile a quello che abbiamo avuto in quartieri come Citylife o Isola. C’è un aspetto sportivo ma c’è un aspetto sociale importante anche per i cittadini che non sono interessati al calcio“.

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San Siro verrà demolito dopo la costruzione del nuovo stadio?

Milan ed Inter giocheranno a San Siro finché non sarà pronto il nuovo stadio. È stato uno dei tanti temi afforntato quando si è parlato dell’ipotesi ristrutturazione. Quindi si partirà con il nuovo stadio dopo lo spostamento del Tunnel Patroclo, e solo a stadio nuovo ci si occuperà della rifunzionalizzazione del Meazza”.

Cosa ne resterà di San Siro? È vero il 9%?

Diciamo che resterà la parte più vicina alla Curva Sud. Non si sa ancora di preciso cosa resterà. Di sicuro quello che le squadre dovranno tenere a mente sono le indicazioni della sovrintendenza, perché come sapete San Siro è un monumento e non si può fare quello che si vuole”

Il nuovo stadio ricalcherà l’archietettura del vecchio?

“Non c’è ancora il progetto. Quello che sappiamo è che gli archietetti scelti sono i migliori al mondo in materia di stadi. Quindi ci aspettiamo un progetto di assoluta qualità, che possa tenerci legati al ricordo di San Siro senza aver paura di dire di sì al futuro e quindi a un nuovo stadio”.

71.500 posti, giusto?

“Giusto, è stata una richiesta specifica del Consiglio comunale. L’idea iniziale delle squadre era di fare qualcosa di di più piccolo, ma per garantire ai cittadini l’accessibilità allo stadio era fondamentale tenere i numeri alti. Si era parlato di un minimo di 70.000 e oggi si parla di 71.500″.

Chi lo paga il nuovo stadio?

Chiaramente Milan e Inter. Quello che si dice sul contributo del Comune è relativo alle parti pubbliche che riguardano questa operazione. Come abbiamo detto Inter e Milan compreranno il 10 novembre la GFU (grande funzione urbana) di San Siro, quindi l’area dove c’è il Meazza, dove verrà costruito il nuovo stadio e tutti i servizi accessori. L’acquisto è di Inter e Milan, sarà a loro spese. Il Comune partecipa nelle spese del trasferimento del Tunnel Patroclo, perché come vi dicevo prima lo spostamento dalle case di Via Tesio è stata una richiesta del Comune di Milano, e c’è una piccola parte di possibile contributo delle bonifiche. Cioè quando tu costruisci qualcosa di nuovo devi ‘pulire sotto’, lo dico in modo atecnico. In questa parte di interesse pubblico può essere pagato anche dal Comune di Milano”.milan inter“Questa è una previsione della Legge Stadi, che si basa sul principio per cui avere le squadre di calcio nella propria città sia di interesse pubblico. E quindi riconosce ai comuni d’Italia anche la possibilità di dare dei soldi alle squadre è regalare delle aree. Noi a Milano non facciamo niente di tutto questo, ma un piccolo contributo sulle bonifiche e sui lavori dello spostamento dello spostamento del Tunnel Patroclo erano consentiti e li abbiamo ritenuti di interesse pubblico”. 

Cosa vuole dire a chi ancora oggi è scettico su questo progetto?

Tutti siamo legati al Meazza, noi della Giunta per primi. Detto questo, oggi San Siro viene completamente mantenuto da Inter e Milan, non c’è un euro di costo per i cittadini milanesi. Pensare che le due squadre non si facciano più bastare San Siro, quindi possano da un giorno all’altro decidere di spostarsi fuori da Milano, e che quindi quello stadio diventi un rudere che pesi sulle tasche dei cittadini non è pensabile. Poi pensate a quello che è successo in sede di candidatura degli Europei 2032. La FIGC ci ha restituito una valutazione su San Siro dicendoci che non risponde a più del 50% dei requisiti richiesti dalla Uefa. Significa che San Siro è perfettamente idoneo ad ospitare partite di campionato e Champions, ma il mondo sta andando in una direzione diversa. Non consentire alle squadre quello che fanno tutte le squadre d’Europa voleva dire azzopparle“.

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