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Piatek e il fallimento con il Milan: “Primi mesi positivi, poi…”

Per molti anni il punto dolente maggiore del Milan è stato quello dell’attaccante. In svariati anni si sono susseguiti numerosi giocatori e nessuno di loro è mai riuscito a incidere con la maglia rossonera e il numero 9 sulle spalle. Fino all’arrivo di Giroud, calciatore che ha rotto la maledizione della maglia numero nove del Milan, nessun attaccante rossonero è riuscito a lasciare un bel ricordo del suo passaggio ai tifosi. Quello che sicuramente ci è andato più vicino è stato Krzysztof Piatek. L’attaccante polacco, soprannominato il pistolero per la sua iconica esultanza, dopo l’ultimo anno disastroso al Milan, ha visto tracollare la sua carriera e adesso si ritrova a giocare in Qatar.

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Intervistato da Sky, Piatek ha ripercorso i momenti trascorsi in Italia, in particolare quelli in cui vestiva la maglia del Milan e del Genoa. Queste le sue parole:

I primi mesi sono stati molto positivi. Avevamo un allenatore con un’idea di calcio e mi sono trovato bene con il suo sistema di gioco. L’anno dopo è cambiato l’allenatore e anche la dirigenza, io ero molto giovane, mi avevano comprato per tanti soldi e avevo tanta pressione nella testa e nei piedi… non era facile. Quando ripenso a quella esperienza penso che possa fare meglio.

Qual è il mio ricordo più bello in Serie A? I primi mesi al Milan e i sei mesi al Genoa, lì ho segnato praticamente in tutte le partite e i tifosi erano molto legati a me, ho sempre quel ricordo. È stato molto bello anche l’inizio al Milan, sono arrivato lì da giovane, sono nato in un piccolo paese polacco e mi sono ritrovato a giocare davanti 70mila persone

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